Nuovo cimitero a Pioppo, l’appello: “Fatelo, ma non a Piano Renda”

Redazione

Cronaca - L'appello

Nuovo cimitero a Pioppo, l’appello: “Fatelo, ma non a Piano Renda”
Riceviamo e pubblichiamo un appello al presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia, inviato da Stefano Lo Coco

Nuovo cimitero a Pioppo, l’appello: “Fatelo, ma non a Piano Renda”

21 Ottobre 2019 - 11:08

Riceviamo e pubblichiamo un appello al presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia, inviato da Stefano Lo Coco, giovane residente di Pioppo e membro del Comitato Pioppo Comune.

Le corse contro il tempo nella pubblica amministrazione le ho notate solo quando si sono palesati interessi privati. Mai ho visto corse contro il tempo per riparare una buca, per recuperare un giardino pubblico oppure per progettare una scuola. Nel caso della costruzione del cimitero di Pioppo si sente nell’ aria questo clima di corsa contro il tempo e non tanto per rispetto dei morti, perché in quel caso mi sarei aspettato un intervento deciso già qualche anno fa. Per dare degna sepoltura alle salme in deposito nel cimitero di Monreale basterebbe semplicemente , mi si consenta, una migliore organizzazione dello stesso, magari rivedendo il regolamento vigente. Qui invece si corre contro il tempo per fare partire un ottimo Business di rilevanza locale per pochi forestieri, senza che si conoscano tutti i possibili benefici per i cittadini. Qualcuno per caso ha detto quanto costerà un loculo? Per quanto tempo una salma potrà occuparlo?

Il punto adesso per me importante e per il quale scrivo è rappresentato da ben altro: la difesa della Memoria di questo paese; la difesa del valore dell’ Italia unita, non scludendo la possibilità di valutare, in quel luogo, un intervento per lo sviluppo economico di Pioppo da qui a venti o trent’anni per i vivi. Piano Renda bisogna dirlo con forza è luogo di memoria locale e nazionale. Piano Renda, anche se oggi è un luogo dimenticato, è rimasto lì protetto dal destino per ricordarci chi siamo. Il passo di Renna è, lasciatemi dire, senza dubbio, uno dei luoghi dell identità del popolo italiano. Per questo motivo mi rivolgo al presidente del Consiglio e Cavaliere della Repubblica Italiana Marco Intravaia, perché possa intestarsi questa battaglia in difesa della Memoria e della storia d Italia, perché non ceda alle logiche dei soldi. Non si deve necessariamente con questo celebrare un personaggio, io non sono uno Storico e non conosco perfettamente le dinamiche dietro la spedizione dei Mille, ma sono Italiano. Non può l astio verso Garibaldi alimentare l’astio verso la Nazione e l’ unità d’Italia. Siamo Italiani.

Ricordo sommessamente che tra I Garibaldini ci furono persone del Calibro di Emanuele Notabartolo, Natoli; che di nuovo risorgimento e di importanza dell unità d’ Italia parlarono e si batterono personaggi Siciliani indimenticabili come Don Luigi Sturzo e Giuseppe Alessi. Lo stesso Finocchiaro Aprile oltre ad essere figlio di un Garibaldino era convinto assertore dell’unità d’italia, basta leggere qualche suo intervento. Nella Biblioteca di Monreale sono conservati i fogli originali autografi di Luigi Natoli del 1910 per le iscrizioni poste a Piano Renda e San Martino nel cinquantenario. Presidente, mi rivolgo a lei perché quelle iscrizioni tornino al loro posto a memoria dei Popoli, del Popolo Italiano, se non altro del popolo Siciliano che ha creduto nella rivoluzione, nell’unità e nella sua importanza;un popolo quello Siciliano che nonostante tutto nutre sempre, con forza incredibile, la speranza che qualcosa possa cambiare.

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