Primi 100 giorni di Alberto Arcidiacono: “Sapevamo che sarebbe stato difficile”

Giorgio Vaiana

Cronaca - Monreale

Primi 100 giorni di Alberto Arcidiacono: “Sapevamo che sarebbe stato difficile”
Il neo-sindaco ha da poco varcato la soglia dei fatidici 100 giorni da primo cittadino

Primi 100 giorni di Alberto Arcidiacono: “Sapevamo che sarebbe stato difficile”

20 Agosto 2019 - 14:11

Non una pausa, non un momento di relax. Il neo-sindaco Alberto Arcidiacono ha da poco varcato la soglia dei fatidici 100 giorni da primo cittadino. “E’ difficile – dice Arcidiacono – ed è difficile come ci aspettavamo”. L’amministrazione Arcidiacono ha preso possesso della Sala Rossa in uno dei tanti momenti delicati che attraversa la cittadina normanna: dall’emergenza rifiuti, a quella degli incendi, per Arcidiacono c’è stato subito un vero e proprio tour de force.

“Senza dimenticare il fatto che ci siamo trovati alle porte dell’estate senza uno straccio di evento da proporre ai cittadini e ai turisti e con soli 200 euro come budget. Alla fine, con tantissimi sforzi, siamo riusciti ad organizzare un cartellone estivo più che dignitoso”. Arcidiacono, però, frena su una cosa: “Non mi piace fare la politica dei paragoni con gli altri – dice – Non abbiamo il diritto di criticare quello che è stato fatto da chi c’era prima di noi. Abbiamo, invece il dovere di dimostrare con il nostro impegno e lavoro che ci siamo meritati di essere al governo della città. Dobbiamo prendere atto di quello che è stato fatto e lavorare chiedendo la collaborazione di tutti. A me piace guardare quello che di buono hanno fatto le precedenti amministrazioni e cercare di continuare su questa scia. Se invece ci sono delle cose non fatte bene, allora il nostro obiettivo sarà quello di migliorarle”.

Ma Monreale non è certo tutto rose e fiori: “Ci sono problemi atavici che si trascinano da anni – dice Arcidiacono – magari anche affrontati e mai risolti, e altri mai presi di petto per possibili soluzioni. Ma uno che mi sta veramente a cuore è la questione cimitero”. Ci sono oltre 160 salme a deposito che attendono una sepoltura “e ogni giorno – spiega il sindaco – questo numero aumenta. Una situazione terribile che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione. Non vogliamo distogliere lo sguardo un solo secondo da questa problematica, perché vogliamo dare degna sepoltura a tutti i nostri concittadini che ci hanno lasciato”.

L’altra questione riguarda i rifiuti. Monreale aveva raggiunto un onorevole primato del 41 per cento di differenziata. Un dato che si è praticamente dimezzato: “Consideriamo il fatto che l’impianto di Bellolampo è rimasto fermo per due volte per incendi – spiega Alberto – Le piattaforme, non si capisce bene per quale motivo, d’estate vanno sempre a rilento tra interventi di manutenzione e vari problemi. Quella dell’organico, utilizzata dal nostro comune per i conferimenti, è stata riaperta oggi dopo 20 giorni di chiusura per manutenzione. E’ chiaro che tutto questo si ripercuote sulla raccolta ordinaria. Ma non voglio cercare scuse”. Secondo il sindaco, infatti, l’unica soluzione è punire chi abbandona i rifiuti per strada: “Non capisco davvero il motivo di abbandonare i sacchetti per strada – dice – Stamattina ennesimo intervento di bonifica a Poggio San Francesco e due multe fatte a chi ha abbandonato i rifiuti. In questo momento la multa è di 600 euro, ma stiamo valutando se raddoppiare la sanzione e portarla a 1.200 euro. Non tollereremo più questi comportamenti”.

Certo, cento giorni sono pochi per giudicare l’intervento di una amministrazione. Soprattutto, dice il sindaco, “si fanno cose che non si vedono, non hanno grande impatto mediatico, sono più burocratiche e quindi i cittadini possono pensare che non abbiamo fatto niente – spiega – In realtà abbiamo lavorato negli uffici, concentrandoci sui bandi a cui partecipare”. E il sindaco fa l’elenco: c’è il bando molto atteso dalla comunità di Pioppo, per la ristutturazione della materna di via Polizzi: un bando da un milione di euro a fondo perduto che consentirebbe, nel caso ci fosse l’ok, di realizzare una scuola che diventerebbe vera eccellenza del comprensorio monrealese; poi c’è il bando per il recupero e la coltivazione di Monte Kumeta, reso celebre per il suo marmo colore “rosso Montecitorio”, detto così perché trasformato nelle colonne della sede romana del Parlamento, e che oggi è una delle cave più importanti d’Italia; c’è il bando per il centro comunale di raccolta rifiuti, da 800 mila euro a fondo perduto; e c’è quello, in project financing, per l’illuminazione che dovrebbe interessare tutta la città, periferie comprese; oltre al bando per realizzare un nuovo parco giochi senza barriere archiettoniche.

“Non è mai o tutto bianco o tutto nero – dice il sindaco – Ci sono anche i toni del grigio. Monreale deve e può fare il salto di qualità. Dobbiamo solo comprendere che siamo una città e non un paese e quindi ragionare come città, dare servizi adeguati al livello che siamo. E’, per fare un paragone, come quel ragazzino che diventa maggiorenne, ma non ha ancora la consapevolezza di esserlo. Ecco noi siamo un po’ come quel ragazzino che ancora non ha compreso di avere 18 anni e che deve comportarsi da persona adulta”.

Nei prossimi cento giorni, altre sfide attendono Arcidiacono & Co. Intanto si tenterà la chiusura delle piazze per tutto il week-end. Gli esperimenti sono già in corso. Poi saranno definiti altri bandi, oltre al completamento dei lavori al muro dello stadio Conca d’Oro, alla riqualificazione della villa comunale, al recupero dell’immobile danneggiato nell’incendio di San Martino e alla messa in sicurezza, in sinergia con la Regione siciliana, del costone roccioso che ha subìto danni dal fuoco, con l’installazione di una rete paramassi. E poi la programazione degli eventi autunnali e invernali, con il ritorno della Musica Sacra, l’oKtober Fest e gli eventi per il Natale. “Se dovessi dare un voto per questo inizio alla mia amministrazione – dice il sindaco – penso che darei la piena sufficienza”.

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