“Breaking bad Brancaccio”: la polizia scova tre laboratori di crack

Redazione

Palermo - Palermo

“Breaking bad Brancaccio”: la polizia scova tre laboratori di crack
Gli agenti hanno individuato tre laboratori adibiti alla produzione del crack. Sequestrate centinaia di dosi

“Breaking bad Brancaccio”: la polizia scova tre laboratori di crack

18 Maggio 2020 - 15:50

La Polizia ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Palermo nei confronti del pregiudicato Carmelo Tinnirello, 45enne (Custodia Cautelare in Carcere – dove l’uomoo già si trovava per scontare una condanna a 9 anni), dei pregiudicati Lorenzo Nicosia, 25enne e Giovanni Brunetto, 21enne, e  Cristofer Riahi 28enne, ( Obbligo di Dimora e Obbligo di Presentazione alla Polizia Giudiziaria), tutti palermitani del quartiere Brancaccio accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

II provvedimento cautelare è stato emesso a conclusione di una complessa attività d’indagine svolta nei mesi scorsi dagli agenti della Squadra lnvestigativa del Commissariato Brancaccio e coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, nel corso della quale sono stati individuati, in distinti momenti, tre laboratori adibiti alla produzione del Crack, per cui si è proceduto al sequestro di alcune centinaia di dosi già preparate, nonchè di materiale vario utilizzato per la preparazione ed il confezionamento della sostanza; in quella circostanza si è proceduto all’arresto in flagranza di reato proprio del promotore del sodalizio Tinnirello Carmelo e di altri pusher alle sue dipendenze.

II gruppo criminale individuato, di cui Tinnirello è risultato essere il promotore e gli altri tre suoi collaboratori e pusher, esercitava le sue illecite attività nella zona di piazza Scaffa. Nel corso dei servizi sono stati documentati infatti diversi episodi di cessioni di sostanze stupefacenti e grazie anche all’ausilio delle unità cinofile della Questura sono state recuperate e sequestrate diverse quantità di droga. E stato, altresi, accertato che i pusher del gruppo agivano su strada secondo turni, ed orari prestabiliti, venendo “retribuiti”, settimanalmente dal Tinnirello.

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