Prodotti contraffatti e pericolosi per la salute: scatta il sequestro

Redazione

Regione - Carini

Prodotti contraffatti e pericolosi per la salute: scatta il sequestro
Erano in vendita in un esercizio commerciale riconducibile ad un uomo di etnia orientale

Prodotti contraffatti e pericolosi per la salute: scatta il sequestro

02 Novembre 2019 - 09:07

Accessori d’abbigliamento ed elettronici contraffatti e privi del marchio “CE”. A scoprirli in un esercizio commerciale di Carini la guardia di finanza nel corso dell’intensificazione dell’attività di controllo economico del territorio disposto dal Comando Provinciale di Palermo e finalizzato a verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza dei prodotti e sulla tutela dei marchi registrati. I finanzieri hanno individuato un esercizio commerciale, riconducibile ad un uomo di etnia orientale, in cui erano in vendita prodotti di varia tipologia e provenienza privi del marchio di conformità alle normative europee.

Il controllo ha permesso di individuare circa un migliaio di accessori d’abbigliamento privi dei contenuti minimi di informazioni all’utente, pericolosi per la salute dei consumatori in quanto senza alcuna etichetta che recasse l’indicazione della loro composizione e circa duecento apparecchi elettrici ed elettronici non conformi agli standard di sicurezza della legislazione europea e senza l’indicazione dell’importatore e delle indicazioni in lingua italiana ma recanti il logo “China Export”, così da trarre in inganno il cliente. Il sequestro della merce ha anche comportato, a carico del titolare della ditta, sanzioni per oltre 6 mila euro.

“L’attività svolta – spiegano dal comando – pone in evidenza non solo un’illecita condotta particolarmente insidiosa per i consumatori tratti in inganno sulla reale qualità e conformità della merce acquistata, ma anche, accanto ai rischi per la salute per le persone, il pregiudizio che il mercato legale subisce per effetto di fenomeni di questo tipo che, sottraendo opportunità e lavoro alle imprese che rispettano le regole, violano il principio di leale concorrenza”.

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