Democrazia partecipata a Monreale: “Perchè escludere chi non ha una Pec?”

Redazione

Cronaca - La lettera

Democrazia partecipata a Monreale: “Perchè escludere chi non ha una Pec?”
Il presidente dell'associazione Liberi di Lavorare attraverso una lettere espone dubbi e perplessità

18 Agosto 2023 - 09:48

Si è chiuso pochi giorni fa il sondaggio che coinvolgeva i cittadini nella scelta di spesa delle somme destinate alla Democrazia Partecipata. La scelta dei monrealesi quest’anno, è ricaduta sulla proposta di attivare il cine-teatro Imperia (che vi abbiamo mostrato in anteprima in questo articolo), mediante l’acquisto di un maxischermo. La preferenza doveva essere espressa utilizzando l’apposito modello allegato all’avviso, scaricabile dal sito istituzionale dell’Ente o ritirato presso l’Ufficio di Protocollo del Comune, in piazza Vittorio Emanuele. Il modulo, debitamente compilato, doveva essere restituito al Comune mediante posta elettronica certificata (comune.monreale@pec.it) o consegnato a mano all’ufficio protocollo, entro e non oltre il 10 agosto 2023. E proprio su queste modalità l’associazione monrealese antiracket “Liberi di Lavorare”, punta i riflettori.

LE MODALITÀ DI SCELTA DELLE FINALITÀ

“È positivo il fatto che i cittadini autonomamente possano indicare le finalità che a loro avviso possano portare un beneficio alla collettività – scrive in una lettera il presidente Biagio Cigno -. A distanza di anni è bene trarre un bilancio per individuarne le criticità al fine di ovviarle nel futuro. La prima osservazione da porre è con quale criterio la giunta comunale stabilisce le varie finalità cui intervenire con la spesa. Viene fatta una ricognizione preventiva tra associazioni, imprenditori e commercianti, istituzioni pubbliche e scolastiche, o le finalità vengono scelte al momento, improvvisando o peggio ancora evidenziando finalità che potrebbero essere raggiunte per altri versi?”, si chiede il presidente Cigno.

“Quest’anno – continua – sono state individuate ben cinque finalità rispetto alle tre degli anni precedenti. Stando alle dichiarazioni fatte dall’amministrazione, sono state avanzate ben 192 istanze di cui 103 relative all’acquisto del maxi schermo e 89 relative alla creazione del museo dei pupi, nessuna istanza pertanto per le altre proposte individuate”.

LA QUESTIONE PEC

“Il sottoscritto – aggiunge ancora Biagio Cigno – unitamente ad altre associazioni cittadine, Liberi di Lavorare, MonsRealis, Auser, Circolo Italia, Osservatorio alla Legalità, Cisl e cittadini cultori della materia durante il mese di accettazione delle domande ha presentato all’Ufficio del protocollo cittadino, 89 domande debitamente protocollate. La cosa strana – continua Cigno – è che solamente due giorni prima della scadenza dei termini, a detta di qualche maligno, vengono presentate solamente per Pec, che i soliti maligni dicono ascriversi ad un singolo amministratore cittadino”.

Cigno poi si sofferma proprio sulla scelta di far pervenire le domande compilate soltanto tramite Pec: “Perché – conclude Cigno – le domande dovevano essere presentate o al protocollo o esclusivamente via posta elettronica certificata, strumento questo in uso prevalentemente a professionisti, non permettendo l’uso delle email riconducibili invece alla stragrande maggioranza di cittadini, come avviene in tutte le comunicazioni tra cittadino ed Amministrazione?”. Per questa ragione, “al fine di confutare qualsiasi dubbio e malignità, avanzerò una richiesta di accesso agli atti al fine di verificare quanto sopra”.

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