Il processo Open Arms, Salvini: “Io a processo per aver difeso il mio paese”

Redazione

Palermo - Il leader della Lega a Palermo

Il processo Open Arms, Salvini: “Io a processo per aver difeso il mio paese”
Questa mattina si è aperta l'udienza preliminare del processo che vede imputato l'ex ministro dell'Interno

Il processo Open Arms, Salvini: “Io a processo per aver difeso il mio paese”

09 Gennaio 2021 - 13:05

Parla con i giornalisti Matteo Salvini, leader della Lega ed ex ministro dell’Interno dell’Italia. Lo fa nel corso di una pausa del processo sul presunto caso di sequestro di persona per il mancato attracco della nave Open Arms che aveva a bordo decine e decine di migranti.

“La cosa curiosa – dice il leader leghista – è che due presunti sequestrati sono in carcere, stiamo cercando di capire per quale reato. Quindi io avrei “sequestrato” due galantuomini che sono in carcere, uno a Ragusa e uno ad Agrigento”. Poi aggiunge: “Stiamo parlando di una nave spagnola, autorizzata ad avere a bordo 19 persone e invece ne aveva 162 in acque libiche e maltesi che disse “no” allo sbarco a Malta e “no” a due porti spagnoli e alla proposta spagnola, visto che era una nave spagnola, di mandare in Italia una nave militare per prendere gli immigrati e portarli in Spagna mettendo a rischio la salute di tutti quelli che erano a bordo”. Dei migranti, prosegue Salvini, a bordo della Open Arms, “due sono in carcere, come detto e di 44 non c’è traccia e sono scomparsi nel mondo e a processo ci sono io, un ministro che senza che si sia registrato un morto o un ferito ha difeso la dignità, i confini, la sicurezza e le leggi del paese”. Salvini è indagato per sequestro di persona nella vicenda Open Arms.

Questa mattina il procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi non si è opposto alla richiesta di produzione documentale avanzata dalla difesa di Matteo Salvini. Tra i documenti richiesti anche il contratto di governo M5S-Lega e la deposizione de l’ex ministro Danilo Toninelli a Catania nel procedimento per la nave Gregoretti. Il giudice per le indagini preliminari ha ammesso tutte le richieste di costituzione di parte civile presentate dalle 18 fra organizzazioni e migranti oggi nell’udienza preliminare che si è aperta oggi nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Modificato anche il capo d’imputazione per quanto riguarda il numero di migranti, che passano da 107 a 147. Oltre a sette migranti bloccati per settimane a bordo del rimorchiatore, ammesse l’Arci, il Ciss, Legambiente, Giuristi democratici, Cittadinanza Attiva, Open Arms, Mediterranea, Accoglie Rete, il comandante della nave Oscar Camps e il capo missione di Open Arms Ana Isabel Montes Nier.

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