Coronavirus, La Corte: “Un fondo per le partite Iva monrealesi”

Redazione

Cronaca - La proposta

Coronavirus, La Corte: “Un fondo per le partite Iva monrealesi”
Per le attività commerciali che a causa delle restrizioni governative dovute all'epidemia hanno chiuso temporaneamente

Coronavirus, La Corte: “Un fondo per le partite Iva monrealesi”

08 Aprile 2020 - 13:32

L’idea nasce dal Consigliere comunale della Lega Giuseppe La Corte, che ha inviato una proposta al sindaco Alberto Arcidiacono, di individuare nel bilancio del Comune una quota da destinare alle attività commerciali che a causa delle restrizioni governative dovute all’epidemia da coronavirus, hanno chiuso temporaneamente. “Questa quota una tantum – spiega La Corte – potrebbe essere un bel segnale da dare a chi fa muovere l’economia nel nostro territorio, e inoltre far capire che Pasqua arriva anche per le nostre attività monrealesi”.

Una proposta che dovrà fare i conti, con le casse non proprio floride del Comune di Monreale. “É una proposta fattibile – aggiunge La Corte – ed alcuni sindaci in Sicilia la stanno attuando. Confido nel buon senso del nostro Sindaco”. Uno dei primi sindaci ad attuare un fondo per le partite Iva è stato Francesco Di Giorgio, primo cittadino di Chiusa Sclafani, che ha individuato ed assegnato delle risorse per dare un aiuto concreto alle partita Iva del proprio territorio. In un momento nel quale diversi enti locali devono affrontare grosse difficoltà a reperire risorse, Di Giorgio è riuscito ad individuare risorse per 15.000 euro, che sono state già assegnate agli uffici competenti dei servizi sociali e delle attività produttive.

Il sindaco Di Giorgio ha previsto che il 20% delle risorse siano destinate a quelle attività che utilizzano prodotti deperibili e hanno subito il danno di doverle distruggere a causa della loro scadenza (ristoranti, pizzerie, laboratori di pasticceria, rosticceria ecc.), il 30% di queste risorse andranno a tutte quelle attività in locali in affitto, il restante 50% a tutte quelle attività che sono state bloccate dai Decreto e dalle ordinanze del presidente della Regione Musumeci, o che hanno subito rallentamenti sul loro lavoro. Le tre misure sono cumulabili tra loro, ha specificato il sindaco di Chiusa Sclafani.

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