Ucciso per vendetta dalla mafia: i carabinieri ricordano Pietro Giaccone

Redazione

Cronaca - L'anniversario

Ucciso per vendetta dalla mafia: i carabinieri ricordano Pietro Giaccone
Carabiniere in congedo Medaglia d’oro al valor civile, ucciso per vendetta dalla mafia nel 1986

Ucciso per vendetta dalla mafia: i carabinieri ricordano Pietro Giaccone

17 Novembre 2019 - 09:43

É stato ricordato in occasione del 33° anniversario dell’eccidio Rosario Pietro Giaccone, carabiniere in congedo Medaglia d’oro al valor civile, ucciso per vendetta dalla mafia nel 1986. La cerimonia officiata dall’Arcivescovo Michele Pennisi si è tenuta presso il cimitero comunale. Presenti oltre ai familiari di Giaccone, il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Arturo Guarino; il comandante del gruppo carabinieri di Monreale Luigi De Simone; il capitano Andrea Quattrocchi; il comandante della stazione del Carabinieri di Monreale Salvatore Biddeci, il sindaco Alberto Arcidiacono accompagnato dal presidente del Consiglio Marco Intravaia e dal consulente Salvo Giangreco. A rendere omaggio al giovane carabiniere anche l’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Monreale con una rappresentanza in uniforme guidata dal presidente Santo Gaziano e dal segretario economo Francesca Mannino, e l’Associazione Carabinieri in congedo.

Il 17 giugno 1980 Giaccone, si era trovato in un conflitto a fuoco con una banda che aveva assaltato la cassa del mercato ortofrutticolo mente svolgeva servizio come carabiniere ausiliario presso la Stazione di Palermo Falde, durante il quale morì Aurelio Bonanno, nipote di Armando Bonanno. Sei anni dopo, il 17 novembre 1986, mentre era alla guida dell’autovettura, in via Giuseppe Verga, nel quartiere Albergheria, venne avvicinato da tre killer che lo uccisero con oltre 15 colpi di pistola. Solo nel 1993 la Corte di Assise di Palermo ha confermato che l’omicidio è stato commesso per vendicare la morte del giovane Bonanno.

Il 13 aprile 2006 è stato insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile “alla memoria” con la seguente motivazione: “Giovane Carabiniere in congedo, veniva barbaramente crivellato da colpi d’arma da fuoco in un vile agguato, riconducibile ad una vendetta perpetrata nei suoi confronti da una famiglia mafiosa. Fulgido esempio di elette virtù civiche ed elevato spirito di servizio”.

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