Orlando lancia Capizzi: “Sacrifici e impegno. Ma ora viene il bello”

Giorgio Vaiana

Cronaca

Orlando lancia Capizzi: “Sacrifici e impegno. Ma ora viene il bello”
Il sindaco di Palermo: "Per il vero cambiamento occorre tempo. Ma qui siamo sulla buona strada"

Orlando lancia Capizzi: “Sacrifici e impegno. Ma ora viene il bello”

14 Aprile 2019 - 13:54

“Non sono qui solo perché stimo e sono amico di Piero. Ma sono qui perché sia io che lui apparteniamo allo stesso partito, che per lui si chiama Monreale e per me Palermo“. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ieri è stato il grande protagonista del comizio di Piero Capizzi. Un modo per lanciare la volata al candidato di Alternativa Civica e Primo Cittadino uscente, “ma sono sicuro che sarà lui di nuovo sindaco”, ha detto Orlando.

Che poi ne ha per tutti. “Il partito di un sindaco deve essere la città che amministra – dice il sindaco di Palermo – Io sono così, Piero è così. Per questo è nata la nostra allenza. Perché condividiamo una visione, quella di essere tutti insieme una comunità. C’è con Piero la convinzione che tutte le persone sono uguali e che non bisogna fare gruppi, clan o piccole cosche. E’ necessario avere a cuore la costruzione di una comunità, che più siamo diversi e meglio è”.

Poi continua: “Siamo la vera alternativa ai populisti, che non sono un partito, ma una forma di perversione culturale. Ho visto democratici cristiani populisti, comunisti populisti, liberali comunisti. Matteo Salvini è, per esempio, un super-populista. Il populista è chi pensa si possa affrontare un problema subito e senza contrasti; chi pensa che il cambiamento si fa con un tweet. E chi lo pensa è un imbroglione. Non esiste in Europa una città culturalmente più cambiata di Palermo negli ultimi 40 anni. Il cambiamento non è un tweet o uno slogan, è un cammino. E in questi 5 anni con Piero, Monreale ha fatto un cammino insieme a Palermo. E ora, insieme, siamo più forti”.

Un’alleanza che, specifica Orlando “è servita per portare a casa tanti risultati, io dico per Palermo e lui dice per Monreale. Penso all’Unesco nel 2015. Ora siamo un’unica realtà, siamo massa critica. L’attrazione di un territotrio non è un singolo monumento, è insieme di monumenti. Abbiamo ripristinato insieme il collegamento tra Monreale e Palermo che migliorerà ancora, insieme abbiamo dato al via alla green way, e sempre insieme vogliamo promuovere lo sviluppo di questa comunità. Un’unica cosa mi fa rabbia: con la raccolta differenziata siete molto più bravi di Palermo”.

Poi aggiunge: “Il cambiamento si fa con il tempo, impegno e sacrificio. Piero ha messo a servizio il suo essere persona per bene e la sua professionalità per gli interessi di questa città e lo sta facendo in maniera egregia. Quando nel 2001 ho lasciato Palermo, in soli tre mesi è finito tutto. Non fate questo errore. Anche se sono sicuro che lui è il sindaco e verrà rieletto. Monreale non è più una città pesante, oggi è una città leggera. E come diceva Italo Calvino, la leggerezza non è debolezza, è propria di chi ha valori forti”.

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