Il recupero della villa di Monreale, esposto-denuncia contro i volontari

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Il recupero della villa di Monreale, esposto-denuncia contro i volontari

di Redazione 
Il recupero della villa di Monreale, esposto-denuncia contro i volontari

“Stamattina ho ricevuto una telefonata da un gentile maresciallo dei carabinieri in servizio alla Procura della Repubblica di Palermo”.  Inizia così una nota che ci ha fatto pervenire Tonino Russo, ex parlamentare nazionale, oggi attivista politico monrealese, che ha guidato, insieme ad un gruppo di volontari coordinato da Piero Faraci e Alessandro Maenza, il recupero della villa comunale. “In qualità di firmatario delle richieste di autorizzazione agli interventi mi sono state poste una serie di domande in merito ai lavori di volontariato effettuati nella primavera scorsa per riqualificare la villa Belvedere di Monreale – scrive Russo – È evidente che se la Procura della Repubblica si è attivata c’è alla base un esposto denuncia di qualcuno che non ha gradito l’azione di risanamento dei luoghi. In ogni caso, in 35 anni di impegno politico e civile è la prima volta che mi capita di avere vagliata la mia condotta dalla magistratura. Ovviamente, c’è sempre una prima volta e devo dire che sono fiero che avvenga per tali motivi e con tali modalità”.

Russo, però, vuole chiarire questa vicenda: “Come ampiamente documentato, gli interventi siano stati condotti grazie alla concreta volontà di chi si è rimboccato le maniche e ha superato ogni forma di stallo che da sette anni lasciava nell’assoluta incuria e degrado la villa Belvedere – dice Russo – Tutte le operazioni di pulizia, riapertura della balconata, installazione panchine, potatura ficus ed altri alberi, rimozione asfalto e basole, abbattimento barriere architettoniche e sistemazione e riattivazione della vasca sono state eseguite a seguito di regolari autorizzazioni e nel rispetto di ogni prescrizione tecnica. Gran parte del lavoro è stato gratuito e volontario, mentre i lavori specialistici sono stati eseguiti da ditte con mezzi e personale specializzato, (in alcuni casi avendo rimborsato il solo carburante) sotto l’attenta verifica di professionisti regolarmente iscritti agli albi di riferimento e nel rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. Altresì, i lavori sono stati pagati con sottoscrizioni private senza attingere nemmeno per un centesimo alle casse comunali, regionali o statali. Le fatture sono state saldate con relativo pagamento dell’iva e i rifiuti speciali sono stati conferiti in discariche che hanno rilasciato regolare attestazione. Tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno di persone dall’alto senso civico che, all’occorrenza, hanno messo anche mano in tasca per far fronte alle spese. In virtù di quegli interventi la villa ha ripreso un aspetto non certo ottimale, ma almeno di decenza, tanto da esser nuovamente meta di tanti cittadini e turisti. A fronte di tutto ciò, che in una qualsiasi altra città produrrebbe solo elogi e gratitudine, oggi apprendo con amarezza che abbiamo dato fastidio a qualcuno che ci ha perfino denunciato quasi fossimo dei vandali o dei malfattori”.

Secondo Russo, “gli strali del denunciante probabilmente sono diretti verso i volontari di SiAmo Monreale, in particolare Piero Faraci e Alessandro Maenza. Per quanto mi sforzi, non riesco a capirne il perché. Mi chiedo se si possa giungere fino ad un tale livello di incivile bassezza. Con tante storture che esistono in città, proprio su uno dei più significativi esempi di cittadinanza attiva si doveva puntar contro l’indice accusatore? Proprio su un tema civilmente, moralmente e giuridicamente inappuntabile si doveva fare un esposto denuncia? Ovviamente c’è da restare increduli e si può pur esser presi dal desiderio di mandar tutto a “un altro paese”. Naturalmente a me non è dato sapere ufficialmente chi sia stato l’autore di tale gesto, sebbene ne abbia una idea abbastanza fondata. Presumendo che questo signore sia orgoglioso della sua azione, mi piacerebbe che avesse il coraggio di manifestare pubblicamente le sue ragioni, anche per beneficiare dell’attenzione pubblica, visto che a breve si rinnoverà l’amministrazione e il consiglio comunale. Mi piacerebbe confrontarmi con tale individuo, se non altro per capire quali moti profondi dell’animo l’abbiano ispirato. Inoltre, mi piacerebbe sentire cosa ne pensino i candidati sindaco e come intendano muoversi per portare a termine il risanamento anche alla luce del contributo di 50 mila euro che siamo riusciti ad ottenere per la villa. Chissà se tra loro non si nasconda qualche “nemico del popolo””.

IL COMMENTO DEL DIRETTORE
Poche righe per parlare di questa vicenda. Una cosa che ha dell’assurdo. Ho seguito personalmente il gruppo di SiAmo Monreale nel recupero della villa comunale e so benissimo quanto impegno e dedizione ci hanno messo, senza mai chiedere un solo centesimo, ma facendolo per il bene della città di Monreale. E so benissimo come Tonino Russo abbia agito in maniera legale, facendo tutti i passaggi necessari. Confido nella magistratura. Che comprenda che un simile gesto, di amore e di affetto verso il bene della nostra città, non può finire dentro le aule di un tribunale. Un modo assurdo di agire da parte di chi ha fatto l’esposto, che non ha a cuore Monreale. E che, come dice Tonino, potrebbe annidarsi forse tra quei candidati sindaci che diranno pubblicamente di amare Monreale. I volontari sono da ammirare, non da denunciare. Chi lo ha fatto, non comprende il danno che ha fatto alla nostra città.

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