Palermo, 13enne chiama la polizia e fa arrestare il papà violento

Redazione

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Palermo, 13enne chiama la polizia e fa arrestare il papà violento

Palermo, 13enne chiama la polizia e fa arrestare il papà violento
22 Dicembre 2017 - 14:41

Un pregiudicato palermitano di 31 anni, è stato arrestato dalla polizia per maltrattementi in famiglia, sequestro di persona, evasione e resistenza a Pubblico Ufficiale. Teatro dei maltrattamenti, un’abitazione dell’Arenella dove viveva, fino a due giorni fa, un nucleo familiare composto da marito, moglie e cinque figli, rispettivamente di 13, 11, 9, 7 e 2 anni. L’ultimo episodio di violenza, mercoledì scorso, il capofamiglia, per altro ristretto in regime di detenzione domiciliare, per l’ennesima volta, sarebbe rientrato in casa ubriaco e non avrebbe esitato ad ingiuriare la moglie ed a trascinarla per i capelli nella cucina dell’appartamento insieme ai cinque figli, spettatori terrorizzati. In cucina, l’uomo, “sordo” alle implorazioni dei figli, avrebbe minacciato la moglie di morte ed avrebbe bloccato la porta della stanza per evitare che qualcuno dei familiari uscisse e chiamasse aiuto; allo stesso scopo avrebbe anche sottratto i cellulari ai familiari.

Dopo interminabili minuti, il’uomo, avrebbe acconsentito a fare uscire di casa il più grande dei figli maschi, solo a patto che questi si recasse in una vicina tabaccheria per comprargli le sigarette. Il piccolo, sceso in strada, tra l’arresto del padre e la prosecuzione di quell’incubo familiare, non ci ha pensato su ed ha chiamato il 113. L’uomo alla vista degli agenti, dapprima ha tentato di minimizzare l’accaduto, poi ha cercato di allontanarsi dall’edificio, ma è riuscito a percorrere pochi metri prima di essere raggiunto ed ammanettato dai poliziotti.

Durante la perquisizione domiciliare sono stati ritrovati, nella camera da letto dell’uomo, sei coltelli da cucina, due mannaie, un forchettone ed una pistola a tamburo a salve, priva del tappo rosso e di munizioni, quest’ultima occultata tra gli indumenti intimi. I poliziotti hanno fatto di tutto per tranquillizzare la moglie e i figli terrorizzati dalla violenza del padre, che è stato trasferito in carcere. La moglie e i suoi cinque figli minori sono stati affidati ad una comunità per accoglienza del capoluogo.

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