Un viaggio artistico lungo tutto il litorale siciliano per trasformare la street art in uno strumento di sensibilizzazione ambientale. È questo il cuore di “Come un pesce nella plastica”, il nuovo progetto ideato e autoprodotto dall’artista di Pioppo Nino Carlotta, che nei prossimi mesi percorrerà l’intera costa dell’isola con partenza e arrivo a Palermo. L’iniziativa nasce come un vero e proprio viaggio itinerante tra mare, comunità locali e paesaggi costieri, con soste e interventi artistici realizzati direttamente nei luoghi attraversati. Al centro del progetto c’è il tema dell’inquinamento marino causato dalla plastica e delle conseguenze sugli ecosistemi costieri.
Le opere raffigureranno infatti pesci, animali marini, uccelli e specie terrestri legate alle spiagge siciliane, trasformando la fauna del Mediterraneo in simbolo della fragilità ambientale e della necessità di una maggiore tutela del mare. “Con Come un pesce nella plastica utilizzo la street art per ciò che da anni rappresenta: uno strumento diretto di dialogo, denuncia e sensibilizzazione sociale – spiega Nino Carlotta – Attraverso questi interventi pittorici racconto il rapporto tra il mare e la plastica prodotta dall’uomo, cercando di lasciare un messaggio forte ma semplice: il mare va rispettato, perché appartiene a tutti”. La tappa inaugurale lo scorso 17 maggio a Palermo, in via Messina Marine, dove è stato realizzato il primo murale fronte mare. In occasione dell’avvio del progetto è stata organizzata anche un’attività di raccolta dei rifiuti lungo la battigia, con il coinvolgimento di volontari e associazioni.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è anche Dario Scalia di Plastic Free Palermo: “Ritorniamo lungo la Costa Sud con lo spirito di lanciare un messaggio alla comunità e all’amministrazione comunale: la Costa Sud è spiaggia e mare esattamente come le altre coste palermitane”. Dopo Palermo, il progetto toccherà numerose località della Sicilia, tra cui Capaci, Alcamo Marina, Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo, Marsala, Sciacca, Gela, Siracusa, Riposto, Oliveri e Pollina.
Ogni tappa prevede la realizzazione di un’opera nell’arco di una sola giornata, accompagnata da attività di monitoraggio ambientale e raccolta dei rifiuti. Grazie alla collaborazione con il Distem dell’Università degli Studi di Palermo, i materiali raccolti saranno catalogati e analizzati scientificamente attraverso specifiche schede di monitoraggio. Accanto alla dimensione artistica e ambientale, il progetto avrà anche una componente documentaristica. L’intero itinerario sarà infatti raccontato attraverso immagini e video che confluiranno in un’opera audiovisiva finale dedicata al viaggio, ai paesaggi attraversati e alle relazioni costruite lungo il percorso.




