Totò Cuffaro patteggia: lavori socialmente utili alla Casa del Sorriso di Monreale

Redazione

Regione - L'inchiesta sulla sanità

Totò Cuffaro patteggia: lavori socialmente utili alla Casa del Sorriso di Monreale
Il provvedimento prevede inoltre il divieto di frequentare soggetti che ricoprano cariche politiche, legislative o amministrative

16 Maggio 2026 - 10:32

Salvatore Cuffaro ha patteggiato una pena di tre anni nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta gestione illecita di concorsi e appalti nella sanità siciliana. La decisione è stata ratificata dal gup del Tribunale di Palermo Ermelinda Marfia, che ha accolto l’accordo raggiunto tra la difesa dell’ex governatore e la Procura. Cuffaro era accusato di corruzione e traffico di influenze illecite nell’inchiesta che ruota attorno al concorso bandito dall’ospedale Villa Sofia di Palermo, alle nomine nella sanità regionale e a presunti favoritismi nell’aggiudicazione di appalti pubblici.

La pena sarà convertita in lavori di pubblica utilità. L’ex presidente della Regione lascerà quindi gli arresti domiciliari dopo avere già scontato circa cinque mesi di custodia cautelare. Restano da espiare due anni e sei mesi attraverso attività socialmente utili. Secondo quanto stabilito nella sentenza, Cuffaro svolgerà servizio presso la sede dell’associazione “Casa del Sorriso” di Monreale, per un minimo di sei e un massimo di quindici ore settimanali. Il provvedimento prevede inoltre il divieto di frequentare soggetti che ricoprano cariche politiche, legislative o amministrative, salvo familiari conviventi o incontri strettamente legati allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità o all’accesso a servizi pubblici. Nell’accordo con i magistrati è stato previsto anche un risarcimento di 7.500 euro ciascuno all’ospedale Villa Sofia e all’Asp di Siracusa per il danno d’immagine subito.

I legali dell’ex governatore, gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, hanno spiegato che la scelta del patteggiamento è maturata “pur a fronte di una sentenza della Cassazione che aveva annullato il titolo custodiale”, con l’obiettivo di definire rapidamente la vicenda giudiziaria e consentire a Cuffaro “di riacquistare serenità nell’ambito esclusivamente degli affetti personali e familiari”. Contestualmente il gup ha rinviato a giudizio altri sei imputati coinvolti nell’inchiesta, tra cui l’ex direttore generale di Villa Sofia Roberto Colletti, il primario Antonio Iacono e altri imprenditori e collaboratori accusati a vario titolo di corruzione e traffico di influenze. Prosciolta invece la società Dussmann Service srl “perché il fatto non sussiste”. In una nota, l’azienda ha espresso soddisfazione per la decisione del giudice, sottolineando la propria totale estraneità rispetto ai fatti contestati.

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