In occasione dell’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, prende forma a Deruta in provincia di Perugia, la mostra collettiva “Francesco. L’impronta della ceramica”, in programma fino al 24 maggio negli spazi dell’Antica Fornace Grazia. Tra gli artisti protagonisti anche il maestro monrealese Nicolò Giuliano, che presenta un’opera dedicata alla figura del Santo, in cui materia e spiritualità si fondono in un linguaggio contemporaneo.

La composizione si distingue per l’intenso verde “Lampedusa”, simbolo della creazione e del mare Mediterraneo, evocato come luogo di vita ma anche di sofferenza, segnato dalle vicende dei migranti. Da questo sfondo emerge la figura di Francesco, immersa in un cielo stellato dai toni profondi, un blu lapislazzuli che richiama l’infinito. L’opera dialoga idealmente con la tradizione iconografica francescana, richiamando le volte celesti affrescate da Giotto nella Basilica di San Francesco d’Assisi. Il cielo diventa così uno spazio spirituale, simbolo di contemplazione e apertura all’eterno. La mano del Santo, protesa verso l’alto, si inserisce in un universo popolato da stelle e uccelli, elementi che richiamano l’armonia tra uomo e creato, cifra distintiva del messaggio francescano. Un gesto che invita a una riflessione sul rapporto tra l’uomo, la natura e il divino.
Realizzata su pietra lavica dell’Etna e modellata con argilla toscana, l’opera unisce materiali e simboli, terra e cielo, in un equilibrio che richiama la spiritualità di San Francesco: trasformare la semplicità in luce e la materia in espressione di fede. La mostra si configura così come un percorso artistico e spirituale, capace di attualizzare il messaggio francescano e proporlo come chiave di lettura del presente, nel segno della pace e della speranza.




