L’Italia è un mosaico olivicolo unico al mondo, in cui ogni paesaggio custodisce un patrimonio varietale straordinario, capace di custodire agricoltura, storia e identità. La Guida agli Extravergini 2026 a cura di Slow Food Italia, disponibile dal 9 aprile su slowfoodeditore.it, si conferma uno strumento essenziale per promuovere e valorizzare questa grande biodiversità. Realizzata grazie all’apporto di numerosi collaboratori in tutta Italia e al sostegno di BioEsperia, Gruppo Saida, Gruppo Asa e Ricrea, la guida offre ai lettori un percorso di scoperta tra territori, aziende e varietà: non solo etichette premiate (244 i riconoscimenti assegnati tra Grandi Oli e Grandi Oli Slow), ma storie di famiglie e giovani imprenditori che trovano nell’olivo una possibilità di futuro. Ne sono un esempio le 766 aziende recensite e i 1211 extravergini segnalati. Tra i premiati, anche Feudo Disisa, l’azienda di Grisì, la frazione di Monrale, gestita dalla famiglia Di Lorenzo.
La stagione appena trascorsa è stata una prova severa per l’olivicoltura italiana, che ha dovuto fronteggiare la diffusione della mosca olearia e i cambiamenti climatici, con siccità ed eventi estremi, ma anche le difficoltà legate a frammentazione fondiaria ed elevati costi di produzione. Eppure, proprio in queste criticità si sono aperte nuove opportunità: l’attenzione verso filiere tracciate e corte, la valorizzazione dei monovarietali, l’adesione a modelli biologici e sostenibili, così come l’aumento delle aziende che coniugano produzione e ospitalità, degustazioni e oleoturismo, trasformando l’olio in esperienza culturale oltre che alimentare.
“L’ultima annata olivicola nel Sud Italia è stata segnata dal caldo anticipato, che ha compromesso fioritura e allegagione e causato cascola precoce, con effetti più contenuti in Puglia e Basilicata e più gravi in Campania e Molise. Le piogge autunnali hanno migliorato dimensioni dei frutti e rese, ma al tempo stesso favorito anche la moltiplicazione della mosca olearia, con conseguenti perdite laddove non si è provveduto ad intervenire prontamente ed adeguatamente. In questo contesto, si conferma centrale il valore della biodiversità, che, insieme all’adozione di pratiche sostenibili e alle competenze sempre più solide degli olivicoltori, hanno permesso a molte aziende di ottenere oli di alta qualità. Un modello virtuoso in questa direzione è rappresentato dal Presidio Slow Food degli olivi secolari, che valorizza la ricchezza varietale, la gestione sostenibile e il sapere agricolo locale come leve fondamentali per affrontare le sfide climatiche e produttive”, commenta Angelo Lo Conte, coordinatore regionale della guida per la Campania e la Basilicata.
Le regioni del Sud Italia
Pur con notevoli differenze tra gli areali, in Molise le quantità prodotte rispetto alla campagna precedente sono aumentate di oltre il 10%. Anche in queste zone la mosca olearia ha fatto la sua comparsa, ma con attacchi più tardivi, che hanno permesso di limitare i danni e di ottenere una qualità media buona.
In Campania, il comparto ha affrontato forti criticità fin dall’inizio. La produzione complessiva è risultata in forte calo, con performance migliori negli oliveti secolari, più resilienti sotto il profilo qualitativo e quantitativo. Alle selezioni sono arrivati quasi solo extravergini da raccolta anticipata, ma non sono mancate sorprese grazie a monovarietali di cultivar neglette come la Romanella di Padula, la Tonda del Matese e la Nostrale di Felitto.
La campagna olearia della Puglia ha registrato condizioni climatiche generalmente favorevoli. Gli oli pugliesi si sono caratterizzati per fruttato medio, con punte intense nella Coratina, mentre i profumi delle cultivar minori e da mensa hanno mostrato notevoli peculiarità. Le province di Lecce e Brindisi stanno recuperando produzione grazie a nuovi impianti e innesti sugli olivi secolari danneggiati dalla xylella, anche se i volumi restano limitati. I tradizionali fruttati salentini rimangono oggi più rari da trovare.
Davvero una buona annata per il comparto olivicolo lucano: le varietà autoctone hanno regalato oli espressivi, ricchi di carattere e fortemente identitari. Tuttavia, il futuro del comparto della Basilicata passa attraverso il recupero di oliveti abbandonati e la realizzazione di nuovi impianti con sesti tradizionali.
In Calabria l’ecosistema continua a risentire della crisi climatica e l’agroecosistema olivicolo ne subisce in modo evidente gli effetti. Nonostante questo, le note positive sono numerose. Dal punto di vista produttivo, la regione ha registrato risultati molto soddisfacenti, Punte di eccellenza arrivano dalle raccolte precoci, che hanno regalato freschezza e fruttati più intensi.
L’ultima campagna olearia in Sicilia denota un significativo miglioramento: guardando ai numeri, l’incremento della produzione è concreto ed è positivo anche il giudizio sulla qualità, ritenuta mediamente buona.
Infine, la produzione di olio in Sardegna ha registrato complessivamente un lieve calo rispetto alla precedente, probabilmente per effetto dei cambiamenti climatici.
I riconoscimenti
La Chiocciola è il simbolo assegnato dai curatori della Guida a quelle aziende olivicole che interpretano i valori organolettici, territoriali e ambientali secondo la filosofia Slow Food. Per quanto riguarda il Sud Italia, ne sono state assegnate 17.
Campania
Maria Ianniciello – Grottaminarda (AV)
Terre di Molinara – Molinara (BN)
Puglia
De Carlo – Bitritto (BA)
Agridea Vallillo – Serracapriola (FG)
Frantoio Cassese – Villa Castelli (BR)
Basilicata
Mantenera – Tricarico (MT)
Calabria
Arcaverde – Cosenza
Anita Regenass – Girifalco (CZ)
Oleificio Torchia – Tiriolo (CZ)
Sicilia
Terraliva – Buccheri (SR)
Vernera – Buccheri (SR)
Agrobiologica Rosso – Chiaramonte Gulfi (RG)
Titone – Misiliscemi (TP)
Vincenzo Signorelli – Nicolosi (CT)
Tenuta Cavasecca – Siracusa
Sardegna
Antonella Anna Maria Orrù – Oristano
Masoni Becciu – Villacidro (CA)
Il riconoscimento Grande Olio viene attribuito all’olio eccellente nella sua categoria per pregio organolettico, aderenza al territorio e alle sue cultivar. Nel Centro Italia si sono aggiudicati il premio 47 oli.
Campania
Idra di Fattoria Ambrosio – Salento (SA)
Ravece di Oleificio Fam – Taurasi (AV)
Primogenito di San Comaio – Zungoli (AV)
Puglia
Coratina di Maselli – Alberobello (BA)
Oliva Rossa di Salamida – Alberobello (BA)
Gran Cru Tenuta Macchia di Rose – Muraglia – Andria
Olio Gangalupo di Maria Bisceglie – Bari
Coratina di Di Niso – Bisceglie (BT)
Zero 1 di Lamantea – Bisceglie (BT)
Coratina di Amore Coltivato – Bitonto (BA)
Addurè di Bella di Cerignola – Tenute Manduano – Cerignola (FG)
Pozzoserpi di Giuseppina Tota – Corato (BA)
Olio Saporè di Piccarreta – Corato (BA)
Coratina di Rami Torti – Fasano (BR)
Coratina di Olidda – Giovinazzo (BA)
Evo Di Battista di Di Battista – Lucera (FG)
Mimì – Coratina di Donato Conserva – Modugno (BA)
Mimì – Peranzana di Donato Conserva – Modugno (BA)
Delicato di Chalet del Sole – Molfetta (BA)
Ulivè Grand Cru di Emmanuel Sanarica – Montemesola (TA)
Mascìa di AgriOlea – Ostuni (BR)
N’Alìa di AgriOlea – Ostuni (BR)
Basilicata
Coratina di Frantoio Montanaro dal 1938 – Palazzo San Gervasio (PZ)
Calabria
Vigoroso di Frantolio Acri – Corigliano Rossano (CS)
OrOlio Limited Edition di Fratelli Renzo – Corigliano Rossano (CS)
I Tesori del Sole – Coratina di De Lorenzo – Lamezia Terme (CZ)
M.Elodia di Tenuta Severini – Mottafollone (CS)
Sicilia
Coratina di Carbonia – Aragona (AG)
Igp Scilia di Agrestis – Buccheri (SR)
Urbe Chic diTondo – Buccheri (SR)
21 Nocellara Etnea Dop Monte Etna di Roberto Miraglia – Catania
Primo Dop Monti Iblei di Frantoi Cutrera Chiaramonte Gulfi (RG)
Polifemo Dop Monti Iblei di Viragì – Chiaramonte Gulfi (RG)
1928 Dop Monte Etna di Tenuta della Contea – Mascali (CT)
Chiaramuri Dop Monti Iblei di Chessari – Mazzarrone (CT)
Riserva di Casa Rossa – Menfi (AG)
U Trappitu Intensità di Terre di Shemir – Misiliscemi (TP)
Tesoro di Disisa – Monreale (PA)
Cerasuola di Mandranova – Palma di Montechiaro (AG)
Nocellara di Mandranova – Palma di Montechiaro (AG)
Evo Tenute Omega di Tenute Omega – Regalbuto (EN)
Miracolo di Lolivo – Sambuca di Sicilia (AG)
Potente di Lolivo – Sambuca di Sicilia (AG)
Priziusu di Biancolilla – Le Antiche Macine – Sciacca (AG)
Sardegna
Gran Riserva Giuseppe Fois di Accademia Olearia – Alghero (SS)
Ozzastrera – Bosana di Giacomo Nieddu – Bolotana (NU)
Santa Suìa – Semidana di Santa Suia – Terralba (OR)
Il premio Grande Olio Slow viene riconosciuto all’olio eccellente, capace di emozionare in relazione a cultivar autoctone e territorio di appartenenza, ottenuto con pratiche agronomiche sostenibili. Sono 78 gli oli premiati del Sud Italia.
Campania
Minucciola di Il Cappero – Anacapri (NA)
Oleum San Giorgio di Masseria dei Nunzi – Castelvetere in Val Fortore (BN)
Incipit di Marco Rizzo – Felitto (SA)
Levante di Taverna Setteventi – Flumeri (AV)
Regio di Fontana Madonna – Frigento (AV)
Ufens di Maria Ianniciello – Grottaminarda (AV)
Ravece di Roberto Pascarella – Mirabella Eclano (AV)
Elaios di Terre di Molinara – Molinara (BN)
Priorato di Tenute del Caricaturo – Padula (SA)
Romanella di Padula di Tenute del Caricaturo – Padula (SA)
Koinè – Tonda del Matese – Benedetta Cipriano – Piedimonte Matese (CE)
Ortice Riserva di Frantoio Romano – Ponte (BN)
Itran’s – Madonna dell’Olivo – Serre (SA)
Puglia
Cima di Mola di Intini – Alberobello (BA)
Corona delle Puglie Bio – Covan di Cooperativa Olivicoltori Andriesi – Andria
Sant’Agostino di Torre Rivera – Bari
Il Secolare – Vaira di Sapori dal Gargano – Carpino (FG)
Luma di Lamacupa – Corato (BA)
Con Brio di Vincenzo Lobascio – Minervino Murge (BT)
Gran Pregio – Cuvée di Caputo – Molfetta (BA)
Gran Pregio – Peranzana di Caputo – Molfetta (BA)
Cagnara di Ciccolella – Molfetta (BA)
Nostrum di Agribiotrotta – San Giovanni Rotondo (FG)
Ogliarola Garganica di Tenute Donna Vittoria – San Giovanni Rotondo (FG)
Oleum Mio – Ogliarola Garganica di Tiziana Latiano – San Giovanni Rotondo (FG)
Coratina di Olio Prencipe – San Marco in Lamis (FG)
Francigeno di Suberito – Terlizzi (BA)
Giulia di Suberito – Terlizzi (BA)
Casino Mezzanola di Giuseppe Pannarale – Torremaggiore (FG)
Monocultivar Biologico di Visconti – Torremaggiore (FG)
Artë – Coratina di Olio della Valle – Vieste (FG)
Basilicata
Acherolio Millennium di Raranatura – Acerenza (PZ)
Fasola di Luciano Pepe – Albano di Lucania (PZ)
Cenzino – Ogliarola del Bradano di Vincenzo Marvulli – Matera
L’Estratto – Coratina di Cantine del Notaio – Rionero in Vulture (PZ)
L’Estratto – Rotondella di Cantine del Notaio – Rionero in Vulture (PZ)
Calabria
Pennulara – Rosanna Murgia – Caccuri (KR)
Evo Vurdoj – Vurdoj – Caccuri (KR)
Tappo Oro – Frantoio Figoli – Corigliano Rossano (CS)
Corbiò – Olearia Geraci – Corigliano Rossano (CS)
Dop Bruzio Colline Joniche Presilane – Olearia Geraci – Corigliano Rossano (CS)
Giotto – Sorelle Garzo – Seminara (RC)
Rosì – Sorelle Garzo – Seminara (RC)
Olio Torchia Bio – Oleificio Torchia – Tiriolo (CZ)
Olio Torchia Blend – Oleificio Torchia – Tiriolo (CZ)
Dradista – Tenute Pasquale Librandi – Vaccarizzo Albanese (CS)
Nocellara del Belice – Tenute Pasquale Librandi – Vaccarizzo Albanese (CS)
Gabro Intenso – Gagi Olearia – Villapiana (CS)
Sicilia
Contrada Scintilia – Biancolilla di Di Mino – Agrigento
Contrada Scintilia – Nocellara del Belìce di Di Mino – Agrigento
Cerasuola di Carbonia – Aragona (AG)
Nettaribleo Dop Monti Iblei di Agrestis – Buccheri (SR)
Cherubino Igp Sicilia – Tonda Iblea di Terraliva – Buccheri (SR)
Goccia Verde di Terre in Fiore – Castelvetrano (TP)
Evo Rosso di Agrobiologica Rosso – Chiaramonte Gulfi (RG)
U Principi di Suoru Maria – Chiaramonte Gulfi (RG)
Heritage Blend di Bona Furtuna – Corleone (PA)
Igp Sicilia – Biancolilla di Biologica La Russa – Favara (AG)
Igp Sicilia – Nocellara del Belìce di Biologica La Russa – Favara (AG)
Igp Sicilia – Nocellara del Belìce di Val Paradiso – Favara (AG)
Delicato di Oleificio Sant’Anna – Marsala (TP)
Intenso di Oleificio Sant’Anna – Marsala (TP)
Cerasuola di Tenute Turturici – Menfi (AG)
Dop Valli Trapanesi di Titone – Misiliscemi (TP)
Nocellara di Titone – Misiliscemi (TP)
Il Salto Bio di Tenuta Giannone – Modica (RG)
Contrada Mancusi Igp Sicilia di Vincenzo Signorelli – Nicolosi (CT)
Foglie di Platino Igp Sicilia – Biancolilla di Vincenzo Signorelli – Nicolosi (CT)
6 File Grand Cru – Nocellara di Baglio Ingardia – Paceco (TP)
Alberelli Grand Cru – Cerasuola di Baglio Ingardia – Paceco (TP)
Altair – Bonomo di Partinico (PA)
1985 Dop Monti Iblei di Frantoi Covato – Ragusa
Notti d’Amuri di Nettare d’Oliva – Realmonte (AG)
Nocellara Etnea di Sikulus – Santa Maria di Licodia (CT)
Siracusana – Zaituna di Tenuta Cavasecca – Siracusa
Sardegna
Terracuza di Giacomo Nieddu – Bolotana (NU)
Cuncordu di Masoni Becciu – Villacidro (CA)
Ispiritu Sardu Alphabetum di Masoni Becciu – Villacidro (CA)




