Monreale, nasce il Patto educativo contro la violenza: protagonisti i giovani

Redazione

Cronaca - L'iniziativa

Monreale, nasce il Patto educativo contro la violenza: protagonisti i giovani
Il Patto nasce dalla consapevolezza che educare non è un compito che può essere affrontato da soli, ma richiede una responsabilità condivisa

22 Aprile 2026 - 13:38

Un progetto di ampio respiro civile ed educativo prende forma a Monreale, promosso dall’Arcidiocesi e fortemente voluto dall’arcivescovo Gualtiero Isacchi. Non solo un’iniziativa simbolica, ma un percorso concreto che si traduce in un vero e proprio “Patto educativo per la formazione e la prevenzione della violenza tra le giovani generazioni”, capace di mettere in rete istituzioni, scuola e società civile. Il Patto nasce dalla consapevolezza che educare non è un compito che può essere affrontato da soli, ma richiede una responsabilità condivisa. Accanto all’Arcidiocesi hanno aderito il Comune di Monreale, le Forze dell’Ordine, l’Asp e i referenti degli istituti scolastici del territorio, dando vita a una rete ampia chiamata a lavorare in sinergia per affrontare le nuove sfide educative.

Al centro dell’iniziativa ci sono i giovani, spesso esposti a fragilità sociali e disorientamento. L’obiettivo è costruire percorsi capaci di promuovere legalità, inclusione e rispetto reciproco, offrendo allo stesso tempo opportunità concrete: spazi di ascolto, attività formative e iniziative culturali in grado di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Un ruolo fondamentale è affidato alla scuola, chiamata a essere non solo luogo di istruzione ma anche laboratorio di cittadinanza attiva. In questo percorso, anche la presenza delle Forze dell’Ordine assume un valore educativo, come punto di riferimento e di dialogo per i più giovani.

Il progetto culminerà con un grande evento pubblico in programma il 26 aprile, dalle 19.30 alle 22.30, nella piazza di Monreale. La serata, dal titolo “Pov Violenza: ora parlo io!”, rappresenta un momento di incontro e riflessione aperto all’intera comunità. Non è casuale la scelta della data, alla vigilia di un tragico evento avvenuto il 27 aprile dello scorso anno: un segno simbolico per ribadire che la violenza deve essere fermata prima che accada. L’evento, presentato dal conduttore televisivo Ruggero Sardo, alternerà momenti di intrattenimento musicale a un importante festival di cortometraggi realizzati dagli studenti delle scuole coinvolte. I ragazzi, guidati dai docenti e da esperti del settore cinematografico messi a disposizione dall’Arcidiocesi, hanno raccontato attraverso immagini e storie il tema della violenza, cercando di comprenderne le cause e individuare possibili soluzioni.

I corti sono il risultato di un percorso educativo articolato, che ha visto anche il coinvolgimento diretto delle Forze dell’Ordine – Guardia di Finanza, Carabinieri e SIAP – e dell’Asp, attraverso incontri e momenti di confronto. Dalla scrittura delle sceneggiature alle riprese, gli studenti hanno partecipato a tutte le fasi della produzione, sperimentando il lavoro di squadra e il linguaggio audiovisivo. A coordinare l’evento sarà la direzione artistica di Giulia Galati, mentre una giuria di esperti – tra cui il comico Roberto Lipari, Stefania Blandeburgo, Ignazio Rosato, Rosario Terranova, Gianpiero Pumo, Toti Mancuso e Beppe Manno – valuterà i lavori assegnando i premi finali.

L’iniziativa rappresenta il momento conclusivo di un percorso che ha accompagnato i giovani in una riflessione profonda sul tema della violenza, trasformandoli in protagonisti attivi. Non solo una vetrina, dunque, ma un’occasione per dare voce ai ragazzi, alle loro emozioni e alle loro idee. Un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, scuola e territorio possa generare consapevolezza, speranza e futuro.

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