Monreale, nel 250esimo dalla morte una mostra celebra l’arcivescovo Testa

Guglielmo Francavilla

Eventi - Il 17 maggio al Palazzo Arcivescovile

Monreale, nel 250esimo dalla morte una mostra celebra l’arcivescovo Testa
L’arcidiocesi e la città di Monreale vive con monsignor Testa quella che viene definita la sua epoca d’oro

15 Maggio 2023 - 12:52

Sarà inaugurata mercoledì 17 maggio alle ore 19 presso il Palazzo Arcivescovile di Monreale, la mostra “Francesco Testa. Pastore e Signore Benemerito (1773-2023)”. Un’esposizione che vuole celebrare i 250 anni dalla morte dell’illustre prelato, originario di Nicosia, già Canonico della Chiesa palermitana, vescovo di Siracusa nel 1748 e dal 1754 Arcivescovo Metropolita di Monreale.

Giurista, letterato, storico, mecenate, pastore illuminato e benemerito, Francesco Testa ricopre nel corso della sua vita delle cariche prestigiose: Visitatore regio, Deputato e Capo del Parlamento del Regno, Supremo Inquisitore di Sicilia. L’arcidiocesi e la città di Monreale vive con monsignor Testa quella che viene definita la sua epoca d’oro, tanto nelle riforme sociali, nelle opere architettoniche e di utilità pubblica realizzate a Siracusa e a Monreale, così come nell’azione pastorale e religiosa, particolarmente nell’attenzione verso i poveri.

Illustre per il suo mecenatismo, promosse lo studio e le lettere nel Seminario diocesano e nelle scuole arcivescovili, avendo attenzione per la formazione dei chierici, per l’istruzione dei giovani, trasformando Monreale nell’Atene di Sicilia. Una particolare attenzione verso il popolo è data dalla scelta dell’arcivescovo di far tradurre dal latino in dialetto siciliano il Catechismo romano del cardinale Bellarmino, realizzando il primo catechismo inculturato in lingua volgare, che compendia gli elementi della Dottrina cristiana nella forma della domanda e della risposta.

Di grande valore estetico e artistico sono le opere che manifestano l’alta committenza del Testa: le fontane del Drago e del Pescatore scolpite da Ignazio Marabitti, che abbelliscono la via che da Palermo conduce a Monreale; l’altare monumentale d’argento con le sei statue, commissionato a Luigi Valadier per il Duomo di Monreale; così come gli interventi di ingegneria idraulica per portare l’acqua nelle parti più alte e periferiche della città normanna, venendo incontro ai disagi delle donne e della popolazione.

La mostra, organizzata dal Museo Diocesano di Monreale, dal Duomo di Monreale, dalla Biblioteca Ludovico II de Torres del Seminario e dall’Archivio Storico Diocesano di Monreale, conduce il visitatore attraverso un percorso cronologico inedito, segnato da libri, carte archivistiche, emergenze artistiche di rilievo nell’ambito del complesso monumentale del Duomo e del Museo Diocesano di Monreale, come vasi sacri, argenti, parati, oggetti liturgici, ritratti dell’arcivescovo e tele pittoriche. Per la prima volta sarà possibile ammirare da vicino e a tutto tondo le sei eccezionali statue d’argento del Valadier, cui si giunge al termine del percorso espositivo, con la riproduzione in grande formato dei monumenti marmorei, oltre alle bacheche espositive, che consentiranno di scoprire le opere giuridiche, storiche e letterarie di cui fu autore Francesco Testa, insieme alle carte manoscritte con le disposizioni, i provvedimenti, i resoconti delle visite pastorali e gli editti custoditi nelle carte d’archivio. Inoltre, sarà possibile ammirare il bozzetto dell’affresco commissionato da mons. Testa a Gioacchino Martorana per la volta della Cappella del Seminario arcivescovile di Monreale, proveniente dalla Galleria regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis.

La mostra, allestita da Barbara Rappa, è curata da don Nicola Gaglio, don Giuseppe Ruggirello e don Giovanni Vitale, con il coordinamento generale, diretto dalla professoressa Maria Concetta Di Natale, e composto da Sergio Intorre, Anna Manno e Lisa Sciortino, con un comitato scientifico di studiosi del settore, presieduto dall’Arcivescovo di Monreale Gualtiero Isacchi.

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