Incendi, l’arcivescovo Isacchi: “Denunciamo questi criminali”

Redazione

Cronaca - La condanna

Incendi, l’arcivescovo Isacchi: “Denunciamo questi criminali”
L'arcivescovo ha voluto anche ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per spegnere le fiamme

19 Agosto 2022 - 14:57

Da ieri Monreale, come tutta la provincia di Palermo e l’Isola intera, è stretta nella morsa brutale degli incendi e dei piromani che li appiccano. In 24 ore sono stati distrutti ettari di vegetazione, macchia mediterranea e boschi. Drammatico l’incendio a Giacalone. Difficile la situazione anche ad Altofonte, con decine di famiglie evacuate nella notte. E mentre ancora sono in atto alcuni roghi e focolai, arriva la condanna di monsignor Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale.

“Di fronte ai devastanti roghi di ieri e dei giorni passati, sento il dovere di esprimere il dolore e la condanna per ciò che con dolo ha deturpato irrimediabilmente la nostra bella terra siciliana – scrive in una lettera il Prelato -. Si tratta di fuoco attizzato in modo criminale da chi, senza scrupoli e coscienza, non solo non ha a cuore il bene comune, ma se ne infischia anche degli uomini e delle donne che ieri hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni perché circondate dal fuoco”.

Monsignor Isacchi parla direttamente dell’incendio divampato nella frazione montana di Giacalone: “In zona Giacalone – scrive – ho visto, con i miei occhi, uomini e donne, con i volti bagnati dalle lacrime guardare terrorizzati le fiamme che stavano raggiungendo le loro abitazioni, farsi il segno della croce. Noi cristiani non possiamo lasciare cadere nel vuoto e nel silenzio quel segno di croce! Invito tutti i credenti a farsi vicini a queste famiglie; a denunciare decisamente i criminali che si rendono responsabili di tale distruzione; a darsi da fare per la tutela del creato”.

“Come ogni anno, nel mese di settembre, siamo invitati a vivere il “tempo del creato”: un tempo di grazia che la Chiesa, nel dialogo ecumenico, propone all’umanità per rinnovare il suo rapporto con il Creatore e con il creato, attraverso la celebrazione, la conversione e l’impegno comunitario. Soffermiamoci su quest’ultima dimensione: l’impegno comunitario. Ieri ho visto le autorità civili prodigarsi, i Vigli del fuoco, la Protezione civile, il Corpo forestale, i Carabinieri, la Polizia di Stato e quella locale, ma anche tanti volontari. A tutti loro va il nostro ringraziamento per il generoso impegno”.

Poi l’invito a partecipare attivamente alla protezione del territorio. “In questa linea, invito le comunità parrocchiali e tutti i credenti a vivere attivamente il “Tempo del creato”, avviando iniziative concrete in cui impegnarci tutti nella salvaguardia della nostra Casa Comune. A noi il compito di coltivare una cultura diversa attraverso piccoli impegni che, avviati in tutto il territorio, potranno essere volano di un reale cambiamento”.

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