Sfincione festival, il panificio Tusa di Monreale vince con un ex aequo

Redazione

Regione - Promosso dal sito online AllfoodSicily

Sfincione festival, il panificio Tusa di Monreale vince con un ex aequo
Premiati 3 sfincioni ex aequo per la versione bianca di Bagheria e 3 sfincioni per la versione rossa

Sfincione festival, il panificio Tusa di Monreale vince con un ex aequo

21 Aprile 2021 - 18:42

E finalmente è arrivato l’esito che ha decretato con oltre 40 mila voti i vincitori del contest “Premio Miglior Sfincione 2021”, promosso dal sito online AllfoodSicily, dedicato al gusto e all’enogastronomia siciliana. Dopo 10 giorni intensi alla fine di una battaglia serrata che ha visto competere nella prima edizione ben 13 sfincioni rappresentativi di 7 territori diversi di tutta la provincia palermitana che si sono affrontati con spirito combattivo, l’esito e l’epilogo finale ha premiato 3 sfincioni ex aequo per la versione bianca di Bagheria e 3 sfincioni per la versione rossa.

Un podio che vede nella versione sfincione bianco di Bagheria i 3 vincitori delle edizioni precedenti: Antico Forno Valenti di Maurizio Valenti; Antica Forneria Scaduto di Massimo Scaduto e il Panificio “Don Pietro” di Giampiero Pecoraro. Mentre nella versione sfincione rosso a primeggiare ex aequo sono stati: “Forneria Marino” di Lercara Friddi; “Tusa Arte e Gusto” di Monreale delle sorelle Velardi e “Antico Forno Lombardo” di Altavilla Milicia di Giuseppe e Salvatore Lombardo. Una menzione speciale dello sponsor “Casa Morana” è stata assegnata al “Panificio Martorana” di Casteldaccia di Giuseppe e Vincenzo Di Tusa.

La prima edizione ha visto l’adesione di 13 panificatori a cominciare dai bianchi di Bagheria (con ricotta o tuma) di Antico Forno Valenti, Antica Forneria Scaduto, Antico Forno Don Pietro, Panificio Elitè, Panificio Conti, Panificio La Spiga, Panificio Mancino. Per continuare con i rossi in diverse versioni: il classico da Palermo (Sanlorenzo Mercato-Qcinu), quello di Monreale (Tusa Arte e Gusto) vincitore rosso dell’ultima edizione, quello di Casteldaccia (Panificio Martorana), quello di Altavilla Milicia (Antico Forno Lombardo), le new entry di quest’anno Ficarazzi (Antico Forno a legna Fratelli Coffaro) e Lercara Friddi (Forneria Marino).

Quello che appare un gioco – che in questi anni ha visto gareggiare in una competizione una selezione accurata dei migliori sfincioni della provincia di Palermo – si è rivelato uno straordinario strumento di marketing che ha reso lo sfincione uno strumento ed un simbolo per comunicare e veicolare il territorio palermitano. La ragioni del successo è chiara: lo sfincione più di altri prodotti della tipica gastronomia palermitana rappresenta la storia, la cultura e la tradizioni di un territorio, con una chiara connotazione e legame identitario con la sua comunità.

Anche quest’anno lo Sfincione Bianco di Bagheria si è rivelato il più apprezzato, variante rispetto a quello palermitano, senza salsa di pomodoro, si presenta dolce, bianco, morbido, condito con tuma o ricotta, cipolla, acciughe e per questo chiamato “sfincione bianco”.

La superiorità dello sfincione bagherese è riconosciuta anche dai “palermitani”, che gradiscono molto, infatti, il dono di uno “Sfincione della Bagheria”; inoltre donare uno sfincione è un modo per ringraziare per un favore ricevuto o per ingraziarsi qualcuno da cui si attendeva un piccolo beneficio. Oggi grazie all’attività di marketing e di valorizzazione intrapresa dall’associazione La Piana d’Oro, i consumi a Palermo dello Sfincione Bianco di Bagheria, prodotto dai migliori panificatori di Bagheria, si sono incrementati ed è possibile trovarlo tutto l’anno anche nei migliori supermercati della Città.

“Lo sfincione bianco di Bagheria – come sostiene lo scrittore e storico della gastronomia siciliana Mario Liberto – è una pietanza che merita l’appellativo di piatto “gourmet” e non più solo cibo da strada, per il valore nutritivo, per la qualità e la genuinità dei prodotti a Km O utilizzati. Lo sfincione diventa così un vero esemplare ambasciatore del territorio, per l’equilibrio del gusto che lo rende delizioso, unico ed impareggiabile al palato, con una forte caratterizzazione e una presentazione e un’estetica che lo accosta ad un prodotto di alta cucina. Tanto da rendere il “bianco di Bagheria” un prodotto gastronomico maturo per la conquista di mercati di dimensione più vasta”.

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