Il dilemma di tutti gli anni: “accarne” “abburro”, oppure oso?

Giorgio Vaiana

Regione - Santa Lucia

Il dilemma di tutti gli anni: “accarne” “abburro”, oppure oso?
Santa Lucia, la martire siracusana, in realtà non ha solo un aspetto religioso, ma uno godereccio, legato al cibo

13 Dicembre 2020 - 09:00

13 dicembre: una data che per i siciliani è una festa da cerchiare in rosso sul calendario. Santa Lucia, la martire siracusana, in realtà non ha solo un aspetto religioso, ma uno godereccio, legato al cibo. E i protagonisti sono riso e grano. Partiamo dal primo. E’ l’ingrediente principale per realizzare le arancine, le gustose e croccanti sfere di riso ripiene, di solito, o di ragù o di prosciutto e formaggio. Da qualche anno ci sono le varianti: oltre a quelle classiche, per esempio agli spinaci, ai funghi e perfino al cioccolato, oppure le versioni gourmet, fatte con ingredienti di primissima qualità e scelta.

Il nodo rimane questo: la scelta del gusto. In assoluto le preferite rimangono le classiche, e quindi quelle che simpaticamente vengono definite “abburro” o “accarne“, tutto unito, un modo simpatico di sottolineare il dialetto siciliano. Anche quest’anno sarà così. C’è chi li prepara a casa seguendo la ricetta della nonna o della mamma. Noi, però, vi diamo un suggerimento. Se possibile acquitatele dai vostri rivenditori di fiducia. Aiutiamoli a riprendersi dall’emergenza coronavirus. Un piccolo gesto che sarà di certo apprezzato e ce li aiuterà a trascorrere più serenamente queste feste di Natale. E non dimenticate la cuccìa.

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