Non approvato il rendiconto: verso lo scioglimento del Consiglio comunale

Redazione

Regione - Piana degli Albanesi

Non approvato il rendiconto: verso lo scioglimento del Consiglio comunale
É "guerra" fra la giunta guidata dal sindaco Rosario Petta contro il presidente del consiglio comunale Alberto Petta e i consiglieri di opposizione

Non approvato il rendiconto: verso lo scioglimento del Consiglio comunale

10 Dicembre 2019 - 13:05

Continua la “guerra” fra la giunta comunale guidata dal sindaco di Piana degli Albanesi Rosario Petta (a destra nella foto) contro il presidente del consiglio comunale Alberto Petta e i consiglieri di opposizione. Qualche giorno fa il consiglio comunale non ha approvato il rendiconto 2018. E proprio il comune arbereshe era stato commissariato per il ritardo dovuto alla mancata approvazione del documento contabile. Nel rendiconto, che ha ricevuto parere negativo dal collegio dei revisori e che presenta 700 mila euro di nuovo disavanzo, i debiti complessivi, come dichiarato dallo stesso sindaco ammontano a 2,3 milioni di euro, al netto di debiti pregressi già pagati: “E voglio precisare – dice Rosario Petta – che nessun debito è ad oggi imputabile alla nostra Amministrazione”. Il consiglio comunale di Piana, come spesso ormai accade, è stato particolarmente turbolento. In aula erano presenti 10 consiglieri comunali, 5 di maggioranza e 5 di opposizione compreso il presidente del Consiglio Comunale.

Prima della votazione abbandonano l’aula tre consiglieri di opposizione, secondo il presidente del consiglio comunale Alberto Petta “per far approvare il documento con senso di responsabilità”. Invece accade l’inatteso. Il gruppo “Diritto al futuro” ha espresso la propria contrarietà sul documento, ma ha anche dichiarato che per senso di responsabilità avrebbe garantito il numero legale al fine di consentire alla maggioranza di approvare il rendiconto; praticamente la stessa dichiarazione di voto è arrivata dal consigliere Giovanna Brancaccio del gruppo “Svegliati Piana”. Nessuna dichiarazione, invece, dal gruppo consiliare del Sindaco “Piana Riparte”. Il presidente dichiara aperta la votazione e l’esito della votazione è il seguente: 2 voti a favore (due consiglieri di maggioranza che ricoprono la carica di assessore comunale Tommaso Matranga e Simona Scalia); 5 astenuti, tre consiglieri di maggioranza (Antonino Aclud, Antonino Imbordino e Morena Picone) e 2 di opposizione compreso il presidente del Consiglio Comunale. Il consiglio comunale, dunque, non approva il rendiconto.

“Credo che i consiglieri Antonino Aclud, Antonino Imbordino e Morena Picone bocciando il rendiconto 2018 hanno seguito una precisa strategia del sindaco – dice Alberto Petta – quella di ottenere lo scioglimento del Consiglio Comunale, per liberarsi delle opposizioni, togliendo alla cittadinanza il diritto alla rappresentanza e l’unico Organo di controllo sull’operato dell’amministrazione stessa, sfruttando una legge balorda che prevede lo scioglimento del Consiglio Comunale come sanzione per i Consigli che non approvano il rendiconto di bilancio. La volontà di bocciare il rendiconto per provocare lo scioglimento del Consiglio è un’azione premeditata e del tutto irresponsabile ai danni dei cittadini e delle istituzioni dello Stato. Un atto con il quale questi consiglieri tradiscono il loro mandato, gli elettori e il giuramento fatto. Sarebbe una inaccettabile vergogna se in un futuro prossimo questi consiglieri, magari dopo aver causato lo scioglimento del consiglio, si ritrovassero in Giunta come assessori perché significherebbe che quello è il prezzo o il premio per avere soppresso la democrazia ed eliminato le opposizioni”.

Senza l’approvazione del rendiconto, però, ci sono a rischio importanti attività dell’amministrazione comunale, come la stabilizzazione dei dipendenti comunali, gli stipendi dei dipendenti e il blocco dei trasferimenti statali. “Sono rimasto sorpreso dall’esito della votazione, l’invito di responsabilità nel condividere ed approvare sia maggioranza che opposizione la proposta del Rendiconto di gestione 2018 è stato disatteso – spiega il sindaco Rosario Petta – Non posso che condannare il mancato senso di responsabilità delle opposizioni consiliari che hanno sempre pensato di scaricare sui giovani consiglieri del gruppo Piana Riparte le responsabilità delle Amministrazioni precedenti. Quando si viene eletti si fa giuramento nell’interesse del Comune, dello Stato e della Regione, mentre il presidente ed i consiglieri di opposizione del nostro comune hanno presto dimenticato il giuramento e trasformato l’aula consiliare in teatro dell’assurdo. Il sommo interesse dell’Ente e della comunità è prerogativa di tutti i consiglieri comunali, non solo di una parte”.

Sulla vicenda si sono espressi anche i consiglieri che hanno votato a favore del rendiconto: “Coerentemente con il passaggio fatto in giunta era doveroso e sottointeso per noi votare favorevolmente la proposta di rendiconto 2018 – dicono Tommaso Matranga e Simona Scalia – Guardiamo alla consueta scelta di abbandonare l’aula, da parte dei consiglieri di opposizione, con grande certezza e conferma della totale mancanza di consapevolezza e coscienza nei confronti dei cittadini e dell’aula consiliare. Non esprimere il proprio voto non può mai rappresentare un fattore positivo né coadiuvante per i lavori e le decisioni consiliari. Piuttosto può solamente creare una situazione di stallo e svilimento del consiglio e delle sue finalità”.

Dicono la loro anche i tre consiglieri tirati in ballo dal presidente del consiglio comunale e che si sono astenuti, Antonino Aclud, Antonio Imbordino, Morena Picone: “Il nostro è un voto che non poteva non essere tale, abbiamo subito per oltre due anni il lassismo, l’irresponsabilità, il comico siparietto di consiglieri che in più occasioni hanno abbandonato l’aula, hanno evitato prese di posizione e di responsabilità – dicono – Hanno marciato sul nostro senso di abnegazione e sulla nostra coerenza di consiglieri ligi al ruolo demandato. Ci siamo astenuti dal volere perpetrare l’ennesima sceneggiata dei consiglieri delle opposizioni. Ci siamo astenuti dal condividere non un secondo in più di questo pantano creato dal presidente del consiglio e dai consiglieri di opposizione in un consesso consiliare reso poco dignitoso e circense. Ci siamo assunti la responsabilità di dimostrare apertamente il nostro attaccamento alle istituzioni e non alle poltrone, a differenza degli altri”.

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