“Sono nata Badalamenti” la nipote del boss si racconta in un libro: la presentazione a Monreale

Redazione

Palermo

“Sono nata Badalamenti” la nipote del boss si racconta in un libro: la presentazione a Monreale

“Sono nata Badalamenti” la nipote del boss si racconta in un libro: la presentazione a Monreale
30 Novembre 2018 - 08:50

Presso l’Auditorium Giuseppe Di Matteo al Teatro Brancaccio, collegato al Centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato dal Beato Giuseppe Puglisi a Palermo, è stato presentato il libro scritto da Maria Badalamenti, pronipote del boss di Cinisi, don Tano: “Sono nata Badalamenti” di fronte ad un numeroso pubblico, soprattutto giovanile, che ha interagito con la scrittrice con un proficuo dibattito.

Alla presentazione, introdotta dal Presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro, hanno partecipato: Berta Ceglie regista e attrice, Rosalinda Camarda Signorino Direttore Responsabile di Palermo Web, Claudio Burgio Presidente dell’Osservatorio alla Legalità Giuseppe La Franca e Biagio Cigno Presidente dell’Associazione monrealese Antiusura e Antiracket Liberi di Lavorare. Ai lavori ha partecipato anche Graziella Accetta mamma del piccolo Claudio Domino ucciso dalla mafia 32 anni fa.

La scrittrice, figlia di Silvio Badalamenti, nipote del boss di mafia don Tano Badalamenti, nel libro tratteggia la figura del padre Silvio, ucciso a Marsala il 2 giugno 1983, durante la lotta di mafia che vide protagonisti Riina e Provenzano ordinare gli omicidi dei boss delle famiglie anche legate a Badalamenti per la conquista del territorio siciliano e palermitano in particolare. Ora, mentre i perdenti si davano alla latitanza o si rifugiavano in America, le vendette trasversali si abbatterono sui parenti ed affiliati rimasti, anche innocenti.

Silvio Badalamenti, che lavorava presso l’esattoria di Marsala, nipote del boss, sempre estraneo ai fatti dello zio e della famiglia, venne colpito a morte al centro di una piazza di Marsala mentre si recava al lavoro. I depistaggi, che si susseguono a fronte ad ogni delitto di mafia, in un primo tempo videro chissà quali legami con Cosa Nostra. Ci volle la tenace opera di Giovanni Falcone e di molti pentiti e collaboratori di giustizia, che riaffermarono l’estraneità di Silvio Badalamenti al mondo mafioso, che non avendo nulla da temere e che anzi si era sempre discostato e dissociato dall’incombente ed imbarazzante famiglia, senza timore, aveva continuato il suo lavoro nella cittadina di Marsala.

Lasciava la moglie Gabriella Ruffino e le due figlie, Gloria e Maria allora appena bambine, che uniche rimaste, continuano a testa alta a difendere la memoria del padre, a lottare per il riaffermarsi della giustizia, ma soprattutto per allontanare e discostarsi da tutti i pregiudizi, le falsità, le facili allusioni che anche nel paese di Cinisi tutt’ora permangono in molti strati della popolazione ed in certi ambienti ed associazioni, di coloro che dicono di combattere la mafia. Il libro verrà presentato nella giornata di venerdì 7 dicembre prossimo presso la Casa Cultura Santa Caterina a Monreale.

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