Le mani della mafia nella raccolta dei rifiuti: tre arresti a Palermo

Redazione

Palermo

Le mani della mafia nella raccolta dei rifiuti: tre arresti a Palermo

09 Novembre 2018 - 09:40

I militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza impositiva di misure cautelari personali in carcere – emessa dal Gip presso il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 3 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei delitti di impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita e di trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante di aver commesso tali fatti al fine di agevolare l’attività di Cosa Nostra.

Gli accertamenti dei militari della Guardia di finanza, a seguito della trasmissione del fascicolo alla Procura della Repubblica di Caltanissetta, per competenza funzionale, in relazione alle responsabilità di un vice procuratore onorario (indagato ma non destinatario di provvedimenti restrittivi), hanno consentito di appurare che i soggetti coinvolti – appartenenti alle famiglie mafiose palermitane di Brancaccio e Borgo Vecchio – hanno investito cospicue quantità di denaro di provenienza illecita all’interno di attività imprenditoriali, operanti prevalentemente nel settore della raccolta e smaltimento di rifiuti, di cui sono risultati essere anche i gestori di fatto, sebbene non abbiano mai ricoperto formalmente alcuna carica sociale, né siano mai stati possessori di quote azionarie.

La ricerca delle risorse finanziare rientranti nella disponibilità degli indagati ha permesso di appurare, infatti, come le attività imprenditoriali siano state sovvenzionate mediante l’impiego di proventi derivanti dall’attività illecita. Le misure cautelari personali costituiscono, quindi, l’esito delle indagini, condotte dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di finanza mediante attività di intercettazione telefonica e ambientale nonché accertamenti finanziari e patrimoniali, supportati dalle dichiarazioni raccolte da collaboratori di giustizia.

“Fondamentale apporto alle indagini – spiegano dal Comando – è derivato dall’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette riguardanti specifiche anomalie finanziarie. Attraverso un approccio e di un metodo investigativo a carattere “trasversale”, che parte dall’analisi delle segnalazioni previste dal nostro ordinamento quale “presidio antiriciclaggio” e viene sviluppato attraverso i successivi approfondimenti sul piano finanziario, patrimoniale ed economico e i riscontri investigativi”.

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