La mafia nigeriana dietro la prostituzione a Ballarò: tre arresti

Redazione

Palermo

La mafia nigeriana dietro la prostituzione a Ballarò: tre arresti

La mafia nigeriana dietro la prostituzione a Ballarò: tre arresti
01 Marzo 2018 - 14:01

Tre cittadine nigeriane Bridget Nwoko, detta “Nancy”, Victoria Alfred, detta “Jessica”, classe ‘95, Mabel Joseph, classe ‘79, sono finite in manette per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Le tre sono ritenute responsabili, con diversi ruoli, di una casa di appuntamenti ubicata nel quartiere Ballarò di Palermo, zona connotata da una massiccia presenza di persone di origine africana.

Le indagini svolte dalla seconda sezione investigativa, “Criminalità straniera e prostituzione” della Squadra Mobile, hanno consentito di giungere alla misura cautelare disposta dal Gip del Tribunale di Palermo, grazie ad una scrupolosa indagine che si innesta in una crescente attenzione verso la criminalità straniera presente a Palermo. E’ emerso che i clienti erano soprattutto cittadini stranieri e le ragazze vittime dello sfruttamento erano prevalentemente provenienti dalla Nigeria o da altre nazioni del continente africano.

Gli investigatori hanno anche scoperto i legami con alcuni esponenti della criminalità organizzata nigeriana dedita al reclutamento, all’introduzione clandestina e, quindi, al susseguente sfruttamento di giovani donne. Le tre donne erano vicine a membri del gruppo cultista denominato “Black Axe”, già sottoposti a fermo nell’ambito dell’omonima operazione, per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Indagando sullo sfruttamento gli investigatori ne hanno evidenziato l’aspetto violento e prevaricatore, scoprendo come le donne erano costrette a prostituirsi a suon di minacce e intimidazioni. Le ragazze rimanevano “imprigionate” nelle case di prostituzione perché subivano i ricatti delle “maman”, che non si facevano scrupoli a lucrare sulle sofferenze delle giovani donne, sottomesse al giogo dell’intimidazione e avviate alla prostituzione, così pagando il prezzo del loro arrivo clandestino in Italia.

Le donne, prima si adoperavano perché le ragazze raggiungessero le nostre coste attraverso viaggi estenuanti e pericolosi, poi le tenevano legate al ricatto quotidiano, al solo scopo di speculare sull’unica attività che le prospettavano possibile: prostituirsi. Dopo gli adempimenti di rito Bridget Nwoko e Victoria Alfred, sono state condotte in carcere, Mabel Joseph invece, agli arresti domiciliari.

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