Perseguitati in Medio Oriente, a Monreale la testimonianza di suor Maria de Guadalupe

Raimondo Burgio

Cronaca

Perseguitati in Medio Oriente, a Monreale la testimonianza di suor Maria de Guadalupe

23 Novembre 2016 - 18:12

Giovanni Paolo II affermava che “è l’uomo la via tracciata alla Chiesa da Cristo con il mistero della sua incarnazione e redenzione” (cfr. enciclica Redemptor Hominis). Partendo da questo assunto la Chiesa deve curarsi e avere responsabilità per l’uomo reale, concreto e immerso nel suo periodo storico in quella che è la complessità delle società moderne. La centralità dell’uomo diventa l’indicazione fondamentale e programmatica della dottrina sociale nel terzo millennio cristiano.

L’obiettivo di una nuova evangelizzazione del sociale deve impegnare profondamente tutti coloro che si dedicano alla pastorale del lavoro, dell’economia e della politica; esige nuovo ardore, nuovo spirito, nuova determinazione, nuovi atteggiamenti, nuovo stile nell’assumere e vivere la missione dell’annuncio del Vangelo (cfr. esortazione Christi fideles laici di Giovanni Paolo II).

Per significare questo importante e basilare lavoro per il cristiano di oggi, che non deve sottovalutare la fortuna e il privilegio di poter liberamente professare il proprio culto religioso la parrocchia di Santa Maria la Nuova incontra Domenica 27 novembre alle 16,30 nei locali della Sala della Pace suor Maria de Guadalupe della Famiglia religiosa del Verbo Incarnato. La religiosa darà testimonianza della sua lunga esperienza in Medio Oriente e in particolare in Siria raccontandoci dei “Cristiani perseguitati ma fiduciosi in Dio”.

La Guerra in Siria inizia “ufficiosamente” il 6 marzo del 2011 quando, in una cittadina a sud del paese (Dar’a), un gruppo di ragazzini scrive sul muro di una scuola alcune frasi rivolte al presidente Assad
Progressivamente in in tutto il territorio siriano, migliaia di persone scendono in piazza per protestare contro il regime di Assad. D’altra parte è il periodo delle (cosiddette) Primavere Arabe che portano moti di ribellione in molti paesi arabi.

Da questo momento in poi i disertori e gli oppositori del regime “fanno squadra”, ma nascono alcune “brigate” e “bande autonome” che si staccano dagli oppositori ufficiali e nelle quali confluisce anche un gruppo di combattenti provenienti dall’Iraq e vicino ad al Qaida.

Questi gruppi all’inizio convivono nel nome della lotta contro Assad, ma il conseguente conflitto interno porterà poi alla nascita di Isi (Stato Islamico dell’Iraq) e quindi, nell’aprile del 2013, di Isis (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) guidato da Abu Bakr al Baghdadi autoproclamatosi, nel frattempo, Califfo (cioè, letteralmente, sommo monarca islamico), con un ormai triste e noto sviluppo delle vicende e delle brutalità gratuite verso le popolazioni a loro opposte.

L’urgenza della nuova evangelizzazione, da affrontare con l’umiltà e il coraggio che era dei primi cristiani, non per imporre al mondo un modello religioso, né per coprire con una patina di spiritualità i nuovi modelli sociali, ma per riscoprire l’energia di grazia dell’avvenimento cristiano è dunque testimoniata da suor Maria de Guadalupe che ha vissuto proprio l’evoluzione del conflitto bellico, la difficoltà della vita quotidiana all’interno della comunità e la devastazione delle città in Siria e l’incubo della persecuzione che troppo spesso si conclude con un martirio.

Tante volte Papa Bergoglio ha sottolineato che “non è lo scontro che offre prospettive di speranza per risolvere i problemi, ma è la capacità di incontro e di dialogo”. E la necessità di fare qualcosa sarà testimoniata con forza dalla religiosa che aspetta la comunità monrealese per un racconto e per donare fosse pure una semplice preghiera.

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