Monreale, tassa di soggiorno, c’è ma non si applica. “Prima occorre fare chiarezza”

Redazione

Cronaca

Monreale, tassa di soggiorno, c’è ma non si applica. “Prima occorre fare chiarezza”
L'assessore Zuccaro convoca un tavolo tecnico. "Vogliamo avere le idee chiare su come saranno impiegati questi soldi"

10 Aprile 2016 - 10:22

Con l’arrivo della stagione turistica torna anche la questione ripresa più volte e che spesso ha fatto discutere: la tassa di soggiorno. L’imposta reintrodotta nel 2011 con la legge sul federalismo fiscale, dispone per i comuni turistici la possibilità di applicare una tassa ai turisti che soggiornano nelle strutture alberghiere, hotel, bed e breakfast, campeggi delle città d’arte e nei comuni d’Italia ad alta affluenza turistica, che va da 1 euro fino a 5 euro al giorno per persona. Sono esclusi i bambini fino a 10 anni, i disabili e gli accompagnatori. Sono 705 i comuni che ricorrono all’imposta (dati anno 2015, ndr), a Monreale non viene assolutamente applicata agli albergatori.

La legge, lascia libertà ai singoli comuni di applicare o meno l’imposta, secondo diverse modalità, che vanno dall’importo fisso a quello variabile, che comunque non può essere maggiore del limite di 5 euro per notte di soggiorno. L’incasso derivante dall’imposta, come spiegato nella legge nazionale, deve “essere destinato a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali”.

L’importo dell’imposta dovuta dai turisti che soggiornano presso i comuni che applicano la tassa, deve essere versato direttamente al gestore della struttura turistica che emette una semplice ricevuta nominativa al cliente (mantenendo una copia), oppure, inserire il relativo importo in fattura indicandolo come “operazione fuori campo Iva”.

Nel 2013, l’amministrazione Di Matteo, inviò agli operatori del settore una comunicazione ufficiale in merito alla tassa di soggiorno. Immediata la replica protocollata a suo tempo dagli albergatori che avrebbero dovuto versare 2 euro a pernottamento per le strutture fino a 3 stelle e 3 euro per le strutture a 4 stelle (in questo caso solo Hotel Guglielmo, ndr), senza sapere come, dove e in che maniera sarebbero stati reinvestiti questi fondi.

“La legge parla chiaro – risponde Daniele Sciortino, amministratore di Palazzo Ducales e presidente dell’associazione albergatori monrealesi -, i proventi della tassa di soggiorno vanno reinvestiti esclusivamente in progetti destinati ad incrementare il turismo, esonerando le manutenzioni ordinarie, favorendo eventi straordinari”. Per questo all’interno della richiesta protocollata si chiedevano informazioni chiare su come pagare, gestire e reinvestire le somme in seguito al quale non è mai arrivata alcuna risposta, lasciando nel limbo la questione.

“E’ improprio dire che a Monreale non paghiamo la tassa di soggiorno – aggiunge Daniele Sciortino- piuttosto non applichiamo il dazio e lo facciamo presente ad ogni cliente che ce lo chiede. In alcune città, addirittura, una piccola percentuale viene lasciata alla struttura per investimenti personali inerenti alla stessa”.

Insomma gli albergatori sembrano pronti ad applicare l’imposta, ma sottolineano che “nero su bianco” sulla vicenda appare più che doveroso. Il gettito sarebbe infatti, di grande aiuto per promuovere il turismo a Monreale e migliorare l’accoglienza sia dal livello estetico, che da quello degli eventi d’attrazione. Intanto, l’assessore alla Promozione del Territorio e al Turismo Ignazio Zuccaro, ha organizzato un tavolo tecnico a metà maggio con gli operatori del settore, per regolarizzare la vicenda.

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