Monreale, la buona alimentazione come stile di vita: il seminario a villa Savoia

Maria Rosaria Bonanno

Cronaca

Monreale, la buona alimentazione come stile di vita: il seminario a villa Savoia
Evento conclusivo della serie di incontri dell'associazione Mons Realis

Monreale, la buona alimentazione come stile di vita: il seminario a villa Savoia

21 Novembre 2015 - 13:34

Con lo slogan “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale” si è aperta questa mattina, a Villa Savoia a Monreale, la seconda giornata seminariale dedicata alla medicina preventiva e alla promozione del benessere, organizzata dall’associazione Mons Realis.

Dopo i saluti del presidente dell’associazione Angelo Granà, apre la seduta il dottor Salvatore Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, il quale, introducendo i relatori, ha ricordato ai numerosi presenti, fra i quali gli alunni del liceo Basile di Monreale accompagnati dai professori di Educazione Motoria, Santo Laquatra e Isabella Zarcone, l’importanza della medicina e della cura di se, sottolineando come l’accesso alle medicine e alle cure oggi non sia possibile sempre a tutti e come capita, soprattutto quando si è giovani, di sottovalutare l’importanza della prevenzione.

Il dottor Salvatore Porrovecchio, primo relatore del seminario, specialista in gastroenterologia ed epatologia presso il Policlinico di Palermo, con parole semplici ed accessibili a tutti ha illustrato la sua relazione su fegato e alimentazione attraverso la terapia del “Thrifty genotype” o Genotipo Frugale, e spiega come si evolve la steatosi epatica attraverso l’infiammazione fino a portare all’estrema patologia rappresentata dal carcinoma epatico. Tutto ciò per le mutate condizioni di vita sin dall’età preistorica, quando per procacciarsi il cibo era necessario cacciare e quindi fare un’attività fisica che permetteva il consumo dei grassi, cosa che oggi non avviene più e che quindi ha determinato problemi di dislipidemia e tendenza genetica all’obesità a causa anche dell’insulino resistenza.

Interessante lo studio applicato su 18 soggetti invitati a cibarsi presso i fast food con il cosiddetto “cibo spazzatura”, che ha dimostrato con chiarezza come tali cibi abbiano determinato un elevato aumento di sostanze nocive, fra le quali lo sciroppo di mais ad alta percentuale di fruttosio, usato per rendere i cibi più appetibili e finalizzato a diminuire il senso di sazietà. Quale la conseguenza? Un incremento eccessivo dei trigliceridi nel sangue e una condizione di fegato grasso che, unito ai danni creati alla flora intestinale, determina un evidente danneggiamento al sistema immunitario.

Molto partecipato anche l’intervento relativo al consumo di caffè, thé e alcolici, questi ultimi, ha sottolineato Porrovecchio, possono anche determinare un effetto protettivo sulle malattie cardiovascolari, se assunti con moderazione. Dopo le numerose domande poste da alunni e docenti presenti, soddisfatte in modo chiaro dal relatore, Giovanni Ferraro, psicoterapeuta, con la sua relazione ha esposto gli obiettivi perseguiti e cioè, l’incentivazione e la promozione di una cultura del benessere psicofisico per aumentare la resilienza, intesa come “la capacità individuale di affrontare in modo utile e adattivo eventuali eventi di vita stressanti senza lasciarsi travolgere”.

Cosa è il benessere? Alcune risposte sono contenute nella riflessione sulle “12 dimensioni del benessere” e in particolare nel modello “mente-corpo-relazione”, tre sfere fortemente intrecciate che determinano insieme il raggiungimento del benessere psicofisico. In particolare quest’ultima, la relazione, che “nutre, cura o distrugge e incide anche a livello corporeo” modificando fortemente il nostro stato emotivo, come confermano le neuroscienze. Anche il conflitto è un elemento importante poichè, come hanno illustrato le slide, “dove il conflitto è relativamente conscio, gli istinti sono trattati con autocontrollo col minor danno possibile”, da ciò anche l’insorgenza di malattie psicosomatiche e la necessità di non sganciare la medicina psicosomatica dalla medicina generale, dalla psichiatria e dalla psicoanalisi.

Importanti anche le interazioni tra il sistema nervoso e il sistema immunitario, motivo per il quale “quando siamo più stressati ci capita di essere facilmente soggetti all’influenza”, data la compromissione delle nostre difese immunitarie. Infine un’attenzione alla rete sociale, considerato il nostro motore motivazionale e allo stile di vita, inteso come “il modo individuale di affrontare gli eventi, che ci permette di raggiungere un’adeguata qualità di vita”.

Il seminario si è concluso dopo una riflessione sulle buone abitudini alimentari e sui disturbi del comportamento alimentare che ne conseguono, quindi sulla necessità di seguire un’alimentazione equilibrata e di fare movimento fisico quotidiano attraverso lo sport o una sana camminata all’aria aperta.

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