Dramma Schumacher, è in coma. Lotta per non morire

Rosario Lo Cicero

Dall'Italia e dal Mondo

Dramma Schumacher, è in coma. Lotta per non morire
L'ex pilota della Ferrari è caduto mentre sciava fuori pista battendo violentemente la testa

Dramma Schumacher, è in coma. Lotta per non morire

30 Dicembre 2013 - 12:00

AGGIORNAMENTO ORE 15 È delle 13,45 di oggi, l’ultimo bollettino medico diffuso dall’Ospedale di Grenoble dove l’ex pilota della Benetton, della Ferrari e della Mercedes, il 44enne tedesco Michael Schumacher, è stato ieri ricoverato a causa di una brutta caduto sugli sci, con conseguente urto su di una roccia.

Le lesioni cerebrali sono diffuse e Michael che si trova al quinto piano dell’ospedale della città francese è in stato di coma artificiale. La sua temperatura corporea è stata artificialmente stabilizzata sui 34°/35° e la respirazione è assistita, al fine di ridurre il consumo di ossigeno del cervello. Il Primario di rianimazione Jean Francois Payen ha definito critica la situazione e non intende fare previsioni sul futuro del Campione, pur ammettendo che il lavoro medico svolto, dovrebbe dare dei risulati tangibili, relative alla conseguenze del grave trauma cranico subito dal paziente. Stephan Chabardes che ha guidato l’equipe di neurochirugia in sala operatoria, ritiene tecnicamente riuscito l’intervento ed attende solo il normale decorso per trarre la conclusioni.

Dalle prime risultanze sulla dinamica dell’incidente, si evince che Michael Schumacher, ha lasciato la pista segnata ed andato in zona vietata, dove la neve è più fresca perchè non battuta da altri sciatori. Stava sciando, da esperto qual è, in maniera spigliata e veloce, quando nel corso del suo audace fuoripista sulle nevi di Meribel, in alta Savoia, è scivolato per diversi metri, arrestando la sua corso con il capo contro una roccia. L’urto è stato attutito dal casco ma questo, a causa del forte impatto, si è spaccato.

Il Chirurgo Gerard Saillant, amico personale di Schumacher, lo stesso che lo operò dopo l’incidente occorsogli nel 1999 a Silverstone, accorso in ospedale per vigilare sul famoso e stimato amico, ha detto di confidare sulla forte tempra di atleta, nella speranza che il fisico sano ed ancor oggi allenato, possa aiutarlo a riprendersi dal grave trauma. A Grenoble sono giunti pure Jean Todt, Presidente della FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) e Ross Brown direttore sportivo della Mercedes. Sebastian Vettel, neo-Campione del Mondo di F.1, apparso molto turbato dalla situazione, ha dichiarato: “Michael è stato per me come un padre, ha seguito passo passo la mia carriera”.

Noi di “Monreale Press”, memori delle vittorie che Schumacher ha regalato all’Italia al volante della Ferrari, stringiamo la famiglia in un metaforico abbraccio e invitiamo tutti gli sportivi a recitare un suo onore, la “Preghiera del Pilota”: “Signore, nostro Signore del sangue che corre nel buio delle vene la corsa della vita. Signore dei mondi sfreccianti sulle piste del cosmo verso mete impensabili. Signore delle particelle che ruotano vertiginose nei circuiti della materia. Signore, nostro Signore reggi il mio braccio sul volante, regola la forza dei miei piedi sull’acceleratore e sul freno, aiutami a calcolare il possibile, allontana da me la tentazione diabolica di osare impossibile, dissolvi i fantasmi neri delle curve fa piovere sabbia sull’olio delle coppe, proteggi il mio motore che canta a gran voce la Tua gloria sulla terra e concedi anche a me un letto per morire”.

Aggiornamento flash 11.45: “Lesioni celebrali diffuse” questo l’esito degli esami svolti dalla equipe medica dell’ospedale di Grenoble dove Schumacher è ricoverato. Durante la conferenza stampa tenutasi poco fa non sono giunte notizie incoraggianti.

“La situazione resta critica, Schumacher è stato operato questa notte per rimuovere un edema importante bilaterale e viene mantenuto in coma farmacologico per evitare l’aumento della pressione interna. Non si può dire che cosa succederà, né quando si potrà sciogliere la prognosi, né fino a quando resta in coma, né se resteranno delle lesioni a livello cerebrale. Lo stato di coma farmacologico serve per evitare tutti gli stimoli e mantenere bassa la pressione. Lo shock da caduta pur con il casco protettivo è stato importante: senza il casco non sarebbe arrivato vivo. Non possiamo pronunciarci sulle possibilità di sopravvivenza, per il momento non sono previsti altri interventi, Schumacher non sarà trasportato altrove, seguiamo la situazione ora per ora, ci sono delle lesioni cerebrali”.

Il mondo dell’automobilismo sportivo è in trepidante attesa per le sorti di Michael Schumacher, dopo il grave incidente sciistico avvenuto sulle nevi francesi di Meribelt. Da una prima ricostruzione dei fatti, risulterebbe che il 44enne pluri-campione del mondo di F.1, mentre stava sciando, fuori pista, in compagnia del figlio Mick di 14anni, è caduto rovinosamente, battendo violentemente il capo su di una roccia. Il casco che fortunatamente indossava, ha attutito il colpo, ma non tanto da evitargli un forte trauma cranico.

L’ex pilota è stato prontamente soccorso e chi lo ha assistito per primo, racconta di un paziente vigile e cosciente, anche se agitato. Con l’elisoccorso, proveniente da Moutiers in Savoia, è stato trasportato al Centro Universitario di Grenoble, dove è giunto alle 12,40. Le sue condizioni apparivano subito critiche a causa dello stato comatoso procuratogli dal trauma cranico, tanto che il neurochirurgo, professor Chabardes, ha voluto immediatamente operarlo, con l’ausilio del capo della squadra anestesisti, professor Payen.

Nel Centro Ospedaliero di Grenoble, anche la moglie di Michael ed i figli e lì sarebbe giunto anche il professor Gerard Saillant, luminare amico dell’ex Campione del Mondo, il quale lo operò nel 1999, dopo l’incidente occorsogli a Silverstone. I primi ad inviare messaggi di solidarietà, sono stati gli ex colleghi Olivier Panis, Martin Brundle e Felipe Massa. Davanti al nosocomio di Grenoble, si è radunata, in trepidante attesa di un bollettino medico, una folla di appassionati di F.1.

Non resta che attendere e pregare per le sorti dell’amato campione tedesco che tante gioie ha regalato ai tifosi italiani della Ferrari.

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