Quattro nuove cantine entrano nel Consorzio di tutela Doc Monreale nel giro di pochi mesi. Un segnale di crescita per la denominazione vinicola del territorio palermitano, che dopo la revisione del disciplinare di produzione punta a rafforzare la propria identità e ad ampliare la partecipazione delle aziende a un progetto comune. Le ultime adesioni sono quelle di Pizzitola e Fattorie Azzolino, che si aggiungono a Candido e Ingrassia, già entrate nella compagine consortile nei mesi scorsi.
Un risultato accolto con soddisfazione dalla presidente del Consorzio, Costanza Chirivino, che sottolinea il rinnovato interesse delle aziende nei confronti della denominazione: “Quattro nuove adesioni in un arco di tempo così breve non sono un caso – afferma Chirivino – Le aziende guardano con fiducia a un Consorzio che oggi offre regole chiare, un’identità riconoscibile e occasioni concrete per farsi conoscere. Siamo felici di accogliere Pizzitola e Fattorie Azzolino: ogni nuovo socio rende la denominazione più rappresentativa del nostro territorio palermitano”.
La svolta del disciplinare: Catarratto, Perricone e Syrah
Alla base del percorso di rilancio della Doc Monreale c’è la revisione del disciplinare di produzione, entrata in vigore nel 2024 e portata a termine durante la presidenza di Mario Di Lorenzo. Il precedente disciplinare ammetteva quindici varietà di uve, una scelta che, secondo il Consorzio, rendeva difficile definire un’identità immediatamente riconoscibile per i vini della denominazione. La nuova impostazione ha invece concentrato l’attenzione su tre vitigni di riferimento: il Catarratto per il Monreale Bianco, il Perricone per il Monreale Rosso e Rosato e il Syrah per il Monreale Syrah. Una scelta pensata per valorizzare le caratteristiche della produzione locale e rendere più chiara l’identità della denominazione sui mercati.
Il progetto era stato presentato due anni fa all’Orto Botanico di Palermo, in occasione di un appuntamento dedicato al rapporto tra vino, cultura ed enoturismo. Proprio in quella circostanza era stato lanciato il messaggio destinato ad accompagnare il nuovo corso della Doc Monreale: “Il Vigneto di Palermo”.
Una nuova presidente e un calendario di iniziative
Il 2026 ha segnato un’ulteriore fase di sviluppo per il Consorzio. Lo scorso 8 marzo Costanza Chirivino è stata nominata presidente, diventando la prima donna alla guida della denominazione: “Il lavoro fatto negli ultimi anni ha posto delle basi solide e il mio compito è farle crescere – spiega – Ho trovato un gruppo di produttori coeso, che condivide una visione e la porta avanti con concretezza: è questo lo spirito che ha permesso al Consorzio di cambiare passo”. Nel corso dell’anno si sono susseguite diverse iniziative promozionali e di confronto tra produttori.
Tra queste, l’incoming dei Master of Wine, le due giornate di Monreale Wine Doc, promosse dal comune di Monreale con il supporto del Consorzio, e il talk show “Monreale: capitale del vino e delle ceramiche artistiche”, che ha messo in relazione due delle principali espressioni produttive e culturali del territorio. A queste attività si sono aggiunte una giornata tecnica dedicata al confronto tra le aziende e “Vendemmia in rosa”, iniziativa di beneficenza a sostegno delle donne vittime di violenza. Il Consorzio guarda ora ai prossimi appuntamenti di promozione, con la partecipazione attraverso un desk collettivo a WineSicily 2026 e a Camporeale Days.
“Il Vigneto di Palermo”: la sfida è conquistare prima il territorio
La strategia della Doc Monreale non guarda soltanto ai mercati esterni, ma punta innanzitutto a rafforzare il rapporto con Palermo e con i consumatori del territorio. L’obiettivo è fare in modo che i cittadini riconoscano nella denominazione una produzione vinicola di prossimità, legata a un’area che offre anche opportunità di visita e di turismo enogastronomico. “Il Vigneto di Palermo non è soltanto un pay-off: è un impegno – sottolinea Chirivino – Vogliamo che i palermitani riconoscano nella Doc Monreale il vino della propria città e che sappiano che a pochi chilometri da casa c’è un areale che produce vini identitari e che ci sono cantine che meritano di essere visitate”. La presidente insiste sulla necessità di consolidare prima di tutto il rapporto con la comunità locale: “Il legame con il nostro territorio si costruisce prima di tutto qui, in casa: solo così potremo presentarci con credibilità anche fuori. Ogni nuova azienda che sceglie di unirsi a noi è un passo verso questa direzione”. (Nella foto, Benedetto Alessandro e Costanza Chirivino)







