I carabinieri ricordano Clemente Bovi, ucciso dai banditi: “Esserci sempre, per la gente”

Redazione

Regione - L'anniversario

I carabinieri ricordano Clemente Bovi, ucciso dai banditi: “Esserci sempre, per la gente”
Alla cerimonia presente il tenente colonnello Gennaro Petruzzelli, comandante del Gruppo Carabinieri di Monreale

08 Settembre 2026 - 15:26

Si è tenuta questa mattina, in località Bicchinello a Corleone, la commemorazione del carabiniere Scelto Clemente Bovi, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria, ucciso l’8 settembre 1959 dopo aver affrontato da solo una banda armata.

Alla cerimonia hanno partecipato il tenente colonnello Gennaro Petruzzelli, comandante del Gruppo Carabinieri di Monreale, il sindaco di Corleone Walter Ra’, il vicesindaco di Ciminna Francesca Leone, il capitano Stefano Bacci, comandante della Compagnia di Corleone, Salvatore Peri, cognato della vittima, e una delegazione dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Corleone.

Presso il cippo eretto nel luogo in cui avvenne il fatto di sangue, il tenente colonnello Petruzzelli, insieme al sindaco e al familiare del decorato, ha deposto una corona d’alloro. A seguire, il cappellano militare della Legione Carabinieri Sicilia, don Salvatore Falzone, e il parroco di Tagliavia-Ficuzza, don Gaetano Gulotta, hanno officiato un momento di raccoglimento e preghiera.

Nel suo intervento conclusivo, il comandante del Gruppo di Monreale ha ricordato la figura di Clemente Bovi e il gesto compiuto dal militare che, pur essendo libero dal servizio, non esitò ad affrontare una banda armata nelle campagne di Corleone. Petruzzelli ha sottolineato come quel comportamento rappresenti l’essenza stessa dell’essere Carabiniere: un dovere che non termina con la fine del turno, ma che si traduce nella scelta quotidiana di essere presenti a tutela della comunità. Un’eredità che il comandante ha riassunto nelle parole: “Esserci, sempre, per la gente e tra la gente”.

Chi era Clemente Bovi

Clemente Bovi nacque a Ciminna il 29 ottobre 1926, in una famiglia numerosa. Due suoi fratelli persero la vita durante la Seconda guerra mondiale. A vent’anni si arruolò nella Legione Allievi Carabinieri e, nel dicembre 1946, fu nominato Carabiniere e assegnato alla Legione di Milano. Nel 1949 venne trasferito alla Legione di Messina e, due anni più tardi, a quella di Palermo, con destinazione alla Stazione dei Carabinieri di Caltabellotta.

La notte dell’8 settembre 1959, mentre rientrava da un permesso trascorso con la moglie e il figlio di pochi mesi, viaggiava su un’auto condotta da un amico quando, in contrada Bicchinello, il mezzo venne fermato da sei banditi armati. Secondo la ricostruzione storica, Bovi reagì e ingaggiò un conflitto a fuoco. Riuscì a uccidere uno dei banditi e probabilmente a ferirne un altro, ma venne colpito mortalmente al petto da una fucilata.

Per quel gesto, con decreto del Presidente della Repubblica del 25 settembre 1960, gli fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria. Nella motivazione ufficiale viene ricordato il suo “singolare ardimento”, il “coraggio” e l’“alto senso del dovere” dimostrati nell’affrontare da solo i malviventi, fino al sacrificio della propria vita. A 67 anni da quella notte, Corleone ha voluto ancora una volta ricordare il valore e la memoria di un militare diventato simbolo di coraggio e senso del dovere.

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