Mettere in ordine i conti, affrontare la questione fognaria e l’inquinamento dell’Oreto, recuperare l’ordinaria manutenzione del territorio e avviare alcuni progetti rimasti indietro. Sono state queste le priorità dei primi cento giorni dell’amministrazione guidata dal sindaco di Altofonte Gianluca Raccuglia. Un avvio che il primo cittadino descrive come particolarmente intenso, anche per la necessità di prendere pienamente possesso della macchina amministrativa e fare i conti con alcune criticità ereditate. Tra queste, Raccuglia cita un pignoramento presso l’agente della riscossione – per il quale è stata richiesta una rateizzazione – e soprattutto una situazione di bilancio che ha richiesto interventi immediati.
“Al mio insediamento non ho trovato neanche un euro nel fondo di riserva”, spiega ai nostri microfoni il sindaco. Raccuglia precisa però di non considerare compromessa la situazione finanziaria del Comune. Il problema riguarda soprattutto alcuni adempimenti contabili ancora da completare, a partire dal rendiconto. L’amministrazione ha quindi proceduto al riaccertamento dei residui e agli atti necessari per poter cominciare a utilizzare le somme vincolate e portare avanti gli interventi finanziati. Sul tavolo ci sono infatti diversi progetti, compresi quelli sostenuti dal Pnrr. Tra i provvedimenti che Raccuglia considera più significativi c’è il via libera della Giunta alla realizzazione di un asilo nido su un bene confiscato alla mafia, progetto sul quale, secondo il sindaco, negli anni precedenti si erano accumulati ritardi.
Uno dei dossier più delicati resta però quello della rete fognaria e dell’inquinamento dell’Oreto, tema che aveva avuto un peso rilevante anche nello scontro politico che portò alla sfiducia della precedente amministrazione. Su questo fronte Raccuglia rivendica un cambio di impostazione. Il progetto di un depuratore autonomo è stato eliminato dal Documento unico di programmazione perché, spiega il sindaco, non coerente con la pianificazione d’ambito. “Abbiamo rimesso le lancette indietro, seguendo quanto previsto dal Parf. Il nostro progetto è quello di realizzare un collettore”, afferma. L’amministrazione ha scritto all’Ati idrico e al commissario competente e sta lavorando anche alla rifunzionalizzazione del sistema di pompaggio di Piano Maglio, oltre che sugli altri interventi già finanziati. L’obiettivo è accelerare su una questione considerata non più rinviabile. Resta aperta anche la vicenda della gestione del servizio idrico e dell’eventuale ingresso di Amap. Su questo punto Raccuglia invita a evitare conclusioni premature. “Oggi è tutto fermo, aspettiamo una sentenza del Cga”, sottolinea, ricordando che Amap è il gestore dell’Ati ma che le decisioni sulla gestione del servizio spettano all’Assemblea territoriale e quindi ai sindaci degli 82 Comuni coinvolti. L’ARTICOLO CONTINUA DOPO IL VIDEO
Nei primi mesi l’amministrazione è intervenuta anche sul fronte della manutenzione. Buche, pozzetti sprofondati, pulizia e scerbatura sono state alcune delle emergenze affrontate. Ma Raccuglia pone l’accento soprattutto sulla prevenzione del rischio idrogeologico: attraverso una convenzione con la Forestale è stata avviata la pulizia di canali, caditoie e punti di deflusso delle acque in vista delle piogge autunnali. “Sono interventi che magari elettoralmente si vedono poco, ma ho preferito puntare sulla sicurezza”, spiega il sindaco. Tra le altre priorità figurano il potenziamento della videosorveglianza, oggi giudicata insufficiente, e la necessità di affrontare il problema della presenza dei cinghiali. I primi cento giorni sono stati anche l’occasione per provare a chiudere una lunga stagione di contrapposizioni politiche. Raccuglia era stato infatti tra i protagonisti della sfiducia all’ex sindaco Angela De Luca. Una decisione che continua a difendere, ricordando come la precedente maggioranza, partita con 16 consiglieri, si fosse progressivamente ridotta a quattro. Ma sull’ex prima cittadina il giudizio personale è più sfumato.
“Non credo sia stata un cattivo sindaco”, afferma Raccuglia, riconoscendole l’impegno per Altofonte. Il limite, a suo giudizio, sarebbe stato soprattutto politico: “Ha peccato nel dialogo e nel cercare la mediazione. La politica è fatta anche di questo”. Ed è proprio sul dialogo che il nuovo sindaco vuole costruire una fase diversa. “Ripartiamo dal dialogo e dalla buona politica”, è il messaggio rivolto anche all’opposizione, con la quale Raccuglia sostiene che nei primi mesi sia stato possibile mantenere un confronto istituzionale nonostante le differenti posizioni.
Guardando ai prossimi cinque anni, l’obiettivo dichiarato è rendere Altofonte un paese con più servizi e più attrattivo anche per i suoi stessi abitanti. Il sindaco riconosce che la vicinanza con Palermo può rappresentare uno svantaggio per un Comune che rischia di gravitare eccessivamente sul capoluogo. Per invertire questa tendenza ritiene necessari interventi sulla viabilità, nuovi spazi e soprattutto maggiori possibilità di parcheggio, elemento considerato indispensabile anche per organizzare manifestazioni capaci di richiamare visitatori. Nel progetto di rilancio trovano spazio anche gli impianti sportivi, la valorizzazione del patrimonio culturale e delle risorse naturalistiche. “Altofonte ha tante potenzialità”, sostiene Raccuglia, che guarda infine alle nuove generazioni. Tra le idee c’è l’istituzione del Consiglio comunale dei ragazzi, per avvicinare gli studenti alle istituzioni e alla partecipazione civica. “I giovani sono lontani dalla politica e dobbiamo avvicinarli. Ci deve essere un ricambio dopo di noi”. Un investimento sul futuro che Raccuglia inserisce in un obiettivo più ampio: riportare Altofonte a crescere e, soprattutto, tornare a far vivere il paese ai suoi cittadini.




