Le linee guida, pubblicate congiuntamente dal ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (MIIT) e da altri cinque dipartimenti governativi, puntano inoltre a creare 100 marchi nazionali di consumo e a sviluppare diversi cluster industriali con una produzione annua superiore a 100 miliardi di yuan entro il 2028, nonchè a favorire, entro il 2030, la nascita di imprese di livello mondiale e di marchi rinomati, man mano che questi settori salgono lungo la catena globale del valore.
Lo sviluppo di settori consolidati con profonde caratteristiche cinesi, che comprendono anche la medicina tradizionale cinese, la produzione di bevande alcoliche, l’arte e l’artigianato e i “quattro tesori dello studio” – pennello da scrittura, bastoncino d’inchiostro, carta e pietra per inchiostro – rappresenta un modo efficace per espandere la domanda interna e stimolare i consumi, oltre a costituire un importante veicolo per tramandare la civiltà cinese e rafforzare la fiducia culturale, secondo le linee guida.
I settori rappresentativi di queste attività tradizionali contano oggi circa 25.000 imprese di dimensioni superiori alla soglia designata, che impiegano quasi 3,5 milioni di persone e generano circa 8.000 miliardi di yuan di ricavi annui, ha dichiarato oggi il vice ministro del MIIT Xie Yuansheng durante una conferenza stampa. “I settori di lunga tradizione rappresentano una cristalizzazione della civiltà cinese, nonchè un tesoro nazionale”, ha affermato.
Le linee guida giungono in un momento in cui la Cina sta cercando di trasformare il proprio patrimonio culturale in competitività di mercato. Feng Haicang, funzionario del dipartimento per l’industria dei beni di consumo del MIIT, ha osservato che circa il 90% dei prodotti cinesi in seta viene esportato, ma principalmente sotto forma di materie prime o prodotti OEM (realizzati per conto di altri produttori), mentre i marchi nazionali dispongono di un limitato potere di determinazione dei prezzi sul mercato globale.
Per aiutare i settori tradizionali ad abbracciare l’innovazione senza perdere la tradizione, le linee guida chiedono di creare dei “cervelli industriali” nelle principali aree produttive, applicando l’intelligenza artificiale per decodificare le tecniche artigianali tradizionali e realizzando fabbriche intelligenti del tè, farmacie smart, forni intelligenti e impianti di produzione di bevande alcoliche digitalizzati.
“Abbracciare l’IA non significa abbandonare l’antica maestria artigianale, bensì dare a tecniche millenarie un paio di ali tecnologiche”, ha affermato Xie. Nella tessitura della seta, la progettazione assistita dall’IA è ora in grado di generare migliaia di motivi in pochi minuti, ha aggiunto.
Sul fronte dei consumi, Xie ha affermato che i consumatori cinesi stanno passando dal “comprare più beni” al “cercare servizi ed esperienze migliori” e che il rilancio di questi settori richiede sforzi coordinati in termini di prodotti, scenari e canali, per aiutare l’artigianato tradizionale a “prendere vita, diventare virale e raggiungere ogni famiglia”.
In particolare, le linee guida incoraggiano l’integrazione dei settori legati al patrimonio con la cultura, il turismo, il benessere e la rivitalizzazione rurale, e sostengono il lancio globale dei marchi tradizionali, l’accesso ai canali duty-free e il riconoscimento internazionale dei sistemi di calcolo dell’impronta di carbonio per i prodotti in seta, il tè e la porcellana.
La misura dovrebbe rientrare nel più ampio sforzo della Cina volto a espandere la domanda interna, che la Conferenza centrale sul lavoro economico ha indicato come priorità assoluta per quest’anno.
Il Paese terrà la prima esposizione nazionale dei settori di lunga tradizione nella città orientale cinese di Hangzhou alla fine di ottobre, ha affermato Xie.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-




