Suicidio medicalmente assistito, ddl di Forza Italia all’Ars: “Regole certe e uguali in tutta la Sicilia”

Redazione

Palermo - I dettagli

Suicidio medicalmente assistito, ddl di Forza Italia all’Ars: “Regole certe e uguali in tutta la Sicilia”
Il provvedimento è composto da 14 articoli e intende dare attuazione sul piano organizzativo alle pronunce della Corte costituzionale

06 Settembre 2026 - 11:51

Un disegno di legge regionale per definire procedure certe e uniformi in Sicilia per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale. La proposta è stata depositata all’Assemblea Regionale Siciliana dai deputati di Forza Italia Salvo Tomarchio, primo firmatario, e Stefano Pellegrino, capogruppo del partito all’Ars.

“Una persona che soffre, che è malata in modo irreversibile, che è tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e che chiede di poter porre fine alla propria esistenza con dignità ha il diritto di ricevere una risposta certa e tempestiva”, affermano i due parlamentari.

Secondo Tomarchio e Pellegrino, l’obiettivo è evitare che l’accesso alle procedure possa dipendere dalla provincia di residenza, dalla disponibilità dei singoli dirigenti sanitari o dalla possibilità per il paziente di essere assistito da associazioni o legali. Il provvedimento è composto da 14 articoli e intende dare attuazione sul piano organizzativo alle pronunce della Corte costituzionale, a partire dalla sentenza 242 del 2019.

I deputati sottolineano come il testo non intervenga sui requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, che restano quelli individuati dalla giurisprudenza costituzionale: patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e piena capacità di assumere decisioni libere e consapevoli.

La proposta prevede l’istituzione, presso ogni Azienda sanitaria provinciale, di una Commissione multidisciplinare permanente composta da professionisti delle cure palliative, neurologia, psichiatria, anestesia e rianimazione, medicina legale, psicologia clinica e infermieristica. Per ciascun caso è prevista anche la partecipazione dello specialista della patologia interessata. Dovrà inoltre essere acquisito il parere dell’organismo per l’etica nella clinica già presente nell’azienda sanitaria, mentre il paziente potrà chiedere la partecipazione del proprio medico di fiducia.

Il testo stabilisce anche che nessun professionista sanitario sia obbligato a partecipare alla procedura, che avverrebbe quindi su base volontaria. Prima dell’avvio del percorso dovranno essere fornite al paziente informazioni sulle cure palliative e sulla possibilità di rifiutare o interrompere i trattamenti sanitari. Secondo la proposta, la somministrazione del farmaco dovrà essere effettuata esclusivamente dalla persona interessata, con l’assistenza del personale sanitario, e potrà avvenire in ospedale, in hospice oppure al domicilio. L’intero percorso sarebbe gratuito e revocabile in qualsiasi momento.

“Il testo che proponiamo non risolve la questione di fondo, che spetta al Parlamento – concludono Tomarchio e Pellegrino – ma mette la Sicilia in condizione di rispondere, con procedure conoscibili e verificabili, a chi chiede di esercitare una facoltà riconosciuta dalla Costituzione”. I due parlamentari auspicano adesso un confronto all’Ars “senza preconcetti” e una rapida approvazione della norma, riconoscendo la presenza sul tema di sensibilità etiche, personali e religiose differenti.

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