Casaboli, spenti tutti i roghi. Arcidiacono: “Fuoco partito dal cuore del bosco, fatto gravissimo”

Giorgio Vaiana

Cronaca - Le dichiarazioni del primo cittadino

Casaboli, spenti tutti i roghi. Arcidiacono: “Fuoco partito dal cuore del bosco, fatto gravissimo”
Il sindaco lamenta anche l'assenza del personale regionale all'interno delle torrette di avvistamento

23 Luglio 2026 - 12:39

Tutti i fronti di fuoco sono stati spenti, ma adesso per Monreale comincia la conta dei danni. Il bilancio dell’incendio che ha devastato il bosco di Casaboli e minacciato San Martino delle Scale resta pesante: due abitazioni e un capannone sono andati distrutti, mentre un dipendente comunale ha riportato lievi ustioni.

A fare il punto è il sindaco di Monreale, Alberto Arcidiacono, ancora scosso per quanto accaduto e soprattutto per le modalità con cui il rogo si sarebbe sviluppato: “Stiamo effettuando una ricognizione completa dei danni – spiega il primo cittadino – Fortunatamente, rispetto alle immagini drammatiche di ieri, buona parte del bosco sembra non essere stata compromessa. Il patrimonio boschivo non è stato completamente distrutto, anche se serviranno verifiche approfondite per comprendere la reale portata dei danni”. Le fiamme hanno provocato problemi anche ad alcuni pozzi e agli impianti di approvvigionamento idrico. Il Comune, insieme ad Amap, sta cercando di ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile. “Stiamo lavorando in tempi record – aggiunge Arcidiacono – con gruppi elettrogeni e due nuovi impianti, anche se per il momento provvisori. L’obiettivo è limitare al massimo i disagi per i cittadini”.

Ma a preoccupare il sindaco è soprattutto l’origine dell’incendio. Una dinamica che, secondo le prime informazioni raccolte, sarebbe profondamente diversa rispetto a quella dei roghi del passato: “Nel 2023 il fuoco era partito da un terreno non ripulito – ricorda Arcidiacono – In quel caso si poteva pensare a una sigaretta gettata, a un gesto irresponsabile o alla mancata pulizia delle aree. Questa volta, invece, la situazione appare molto più chiara e anche molto più inquietante: l’incendio sarebbe partito dal cuore del bosco”. Un elemento che rende il rogo di Casaboli, secondo il sindaco, particolarmente sospetto: “Non stiamo parlando di un incendio partito da un terreno incolto o da una catasta di rifiuti – sottolinea – Parliamo di un fuoco sviluppatosi all’interno del bosco, in una zona che dovrebbe essere costantemente presidiata. È difficile pensare che un piromane possa entrare e agire senza avere la certezza di non essere visto”. L’ARTICOLO CONTINUA DOPO LA FOTO

Panoramica dell’area interessata dall’incendio

Arcidiacono richiama quindi l’attenzione sulle carenze del sistema di sorveglianza. Le torrette di avvistamento, secondo quanto riferito dagli stessi operatori, sarebbero rimaste scoperte per mancanza di personale: “La Regione non ha più uomini sufficienti – afferma il sindaco – Molti forestali sono andati in pensione, tanti altri sono avanti con l’età e le squadre sono spesso composte da appena tre persone. Ieri sono stati gli stessi operatori a chiederci di fare pressione sulla Regione perché le torrette non possono continuare a rimanere senza presidio”. Nel bosco, inoltre, sarebbero stati trovati numerosi inneschi: “Ci è stato riferito che sono stati rinvenuti decine di punti di innesco e che da tre o quattro giorni qualcuno avrebbe tentato di appiccare il fuoco – continua Arcidiacono – Se queste circostanze saranno confermate, ci troveremmo davanti a un fatto gravissimo”.

Per il sindaco, droni e telecamere da soli non possono bastare: “Quando il fuoco parte nel cuore del bosco è quasi impossibile individuarlo immediatamente – sostiene – I droni possono essere utili quando l’incendio è già visibile, ma serve un sistema di sorveglianza costante. Bisogna tornare a presidiare realmente il territorio, anche con torrette di avvistamento distribuite in maniera capillare”. Arcidiacono non nasconde poi la propria amarezza per il silenzio dei vertici regionali: “Dalla Regione non si è fatto sentire nessuno, fatta eccezione per la Protezione civile e per gli uomini impegnati sul campo – denuncia – E voglio essere chiaro: chi è intervenuto direttamente nelle operazioni ha dimostrato grande preparazione, professionalità e coraggio. Se oggi raccontiamo una giornata meno drammatica di quanto temevamo, è merito di una macchina operativa ormai collaudata e delle persone che hanno lavorato senza sosta”.

Adesso il Comune chiederà l’apertura di un tavolo regionale per affrontare sia la questione dei danni sia quella della prevenzione: “Faremo una ricognizione completa e porteremo alla Regione il grido d’allarme dei forestali – conclude il sindaco – Non possiamo aspettare il prossimo incendio. Servono personale, presidi e controlli veri. Quello di Casaboli è stato un incendio strano, partito da un luogo in cui il fuoco non avrebbe dovuto avere la possibilità di svilupparsi indisturbato. Bisogna capire cosa è successo e soprattutto impedire che accada di nuovo”.

Altre notizie su monrealepress

Autorizzazione del Tribunale di Palermo N. 621/2013

Direttore Responsabile Giorgio Vaiana
redazione@monrealepress.it
Questo sito contribuisce all'audience delle testate giornalistiche edite da Migi Press snc