Monreale ha ricordato questa mattina il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta nel 34° anniversario della strage di via D’Amelio. La cerimonia commemorativa, promossa dal Comune, si è svolta davanti alla lapide dedicata al magistrato e agli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, uccisi nell’attentato mafioso del 19 luglio 1992.
Nel corso della commemorazione, il vicesindaco Giuseppe Di Verde, accompagnato dal deputato regionale e presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia, ha deposto una corona di fiori in memoria delle vittime. Presenti anche i consiglieri comunali Flavio Pillitteri e Santina Alduina, oltre al comandante della Stazione dei carabinieri di Monreale, Antonio La Rocca.

Monreale conserva un legame particolare con Paolo Borsellino, che in città ha ricoperto l’incarico di pretore. Nel suo intervento, il vicesindaco Di Verde ha rivolto un appello soprattutto ai giovani, invitandoli a trasformare il ricordo del magistrato in un impegno quotidiano per la legalità.
“Oggi, a distanza di 34 anni, spetta ai nostri giovani raccogliere questo testimone – ha dichiarato –. Il ricordo non deve essere una semplice ricorrenza sul calendario, ma una pratica quotidiana di legalità, di coraggio e di rifiuto di ogni forma di sopraffazione. Alle nuove generazioni dico: siate fieri della vostra Sicilia. Voi siete la forza che può e deve completare l’opera di chi ha sacrificato la vita per il nostro futuro”.
Nel corso della cerimonia è intervenuto anche Marco Intravaia, che ha ricordato come, dopo le stragi del 1992, lo Stato abbia reagito con forza nella lotta alla criminalità organizzata, pur sottolineando che la mafia rappresenta ancora oggi una minaccia. “Paolo Borsellino – ha affermato – sapeva che sarebbe stato ucciso, eppure continuò a svolgere il proprio lavoro fino all’ultimo, per rendere giustizia all’amico Giovanni Falcone e a tutte le vittime della mafia. Il suo coraggio e il suo senso del dovere rappresentano ancora oggi un esempio per tutti noi”.




