Via D’Amelio, il ricordo di Borsellino e della scorta: “La verità è un dovere verso le future generazioni”

Redazione

Palermo - L'anniversario

Via D’Amelio, il ricordo di Borsellino e della scorta: “La verità è un dovere verso le future generazioni”
Un anniversario che rinnova il ricordo del loro sacrificio e richiama le istituzioni all'impegno nella difesa della legalità

19 Luglio 2026 - 11:04

A trentaquattro anni dalla strage di via D’Amelio, la Sicilia ricorda il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina – uccisi nell’attentato mafioso del 19 luglio 1992. Un anniversario che rinnova il ricordo del loro sacrificio e richiama le istituzioni all’impegno nella difesa della legalità e nella ricerca della piena verità su una delle pagine più drammatiche della storia italiana. QUI TUTTE LE INIZIATIVE IN PROGRAMMA OGGI

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha sottolineato come il coraggio di Borsellino e degli uomini e delle donne che lo accompagnavano rappresenti ancora oggi “un esempio straordinario di dedizione allo Stato e alla giustizia”. Schifani ha evidenziato che il dovere della memoria deve andare di pari passo con quello della ricerca della verità, affinché sia fatta piena luce sulla strage e si rafforzi la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Un messaggio, ha aggiunto, rivolto soprattutto ai più giovani, perché la memoria diventi un impegno concreto e quotidiano nella costruzione di una Sicilia libera dalle mafie.

“Ricordiamo il giudice Paolo Borsellino insieme ai suoi cinque agenti agenti di scorta. Ancora oggi ci sono tante divisioni in questa giornata, frutto del fatto che non c’è una verità condivisa dal Paese. Fino a quando la verità sarà negata, la memoria sarà divisiva. Eppure dovrebbe essere un diritto di tutti conoscerla. Purtroppo, la commissione nazionale Antimafia, che aveva il compito di andare oltre la verità giudiziaria e costruire una verità storica, ha preso una strada ridicola, affermando che la strage è frutto del dossier mafia-appalti, un’analisi surreale. Oggi abbiamo bisogno di una verità nel quale il Paese tutto si possa riconoscere”. Le parole del presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.

Anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, intervenuto alla cerimonia commemorativa svoltasi alla caserma Lungaro, ha ricordato il sacrificio del magistrato e degli agenti della scorta, ribadendo che il loro esempio impone un’assunzione di responsabilità che non può limitarsi alla celebrazione dell’anniversario.

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Per Lagalla, la ricerca della verità resta un dovere morale e istituzionale. Sebbene le sentenze abbiano accertato responsabilità fondamentali, permangono ancora interrogativi aperti su quella stagione stragista. “Una democrazia – ha affermato – non può considerarsi pienamente in pace con se stessa finché non ha il coraggio di cercare fino in fondo la verità”.

borsellino

Il sindaco ha infine assicurato che Palermo continuerà a sostenere il lavoro della magistratura e a essere vicina ai familiari delle vittime, ricordando che il modo più autentico per onorare Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta è tradurre ogni giorno il loro esempio in responsabilità civile, affinché tutte le pagine ancora oscure di quella stagione possano essere definitivamente illuminate. QUI TUTTE LE INIZIATIVE IN PROGRAMMA OGGI

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