L’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) esprime apprezzamento per l’ordinanza emanata dal Comune di Palermo per tutelare gli animali domestici durante l’ondata di caldo che sta interessando la città.
Il provvedimento introduce una serie di misure rivolte ai proprietari e ai detentori di animali, con l’obiettivo di prevenire situazioni di rischio causate dalle alte temperature. Tra i principali divieti figurano quello di lasciare gli animali esposti al sole su balconi, terrazze, cortili, recinti, veicoli in sosta o in altri luoghi privi di ombra, ventilazione e acqua fresca, oltre al divieto di portare i cani al guinzaglio tra le 11 e le 16 senza avere con sé un’adeguata scorta d’acqua. Vietato anche collocare trasportini e gabbie sotto il sole.
L’ordinanza invita inoltre i titolari di bar, ristoranti e altri pubblici esercizi a mettere a disposizione all’esterno dei locali una ciotola di acqua fresca per gli animali e a favorire, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, l’accesso degli animali accompagnati dai proprietari. Il Comune ha inoltre recepito alcune proposte avanzate dalle Guardie Eco Zoofile dell’Oipa e dai volontari delle associazioni animaliste, anche per quanto riguarda il sistema sanzionatorio nei confronti di chi viola le norme a tutela del benessere animale.
“Ringraziamo e sosteniamo il Comune di Palermo per questa iniziativa – afferma Ornella Speciale, responsabile dei rapporti con le istituzioni dell’OIPA Sicilia e coordinatrice regionale delle Guardie Eco Zoofile –. Sono ancora troppi gli animali lasciati incautamente in auto, sui balconi o in spazi esterni esposti al sole. È importante che un Comune come Palermo, dove in estate si registrano temperature particolarmente elevate, abbia deciso di adottare misure specifiche per la loro tutela”.
L’ordinanza è stata adottata anche dal Comune di Catania. L’Oipa auspica che iniziative analoghe possano essere estese ad altre amministrazioni italiane, considerato che le ondate di calore sono sempre più frequenti e rappresentano un rischio non solo per le persone, ma anche per gli animali. Foto di Pijarn Jangsawang form PxHere




