Il Chiasso Beato Pino Puglisi di Monreale si conferma uno dei luoghi simbolo della rinascita culturale di Monreale. Un pubblico numeroso e partecipe ha inaugurato la seconda edizione di “Chiasso d’Arte“, la rassegna letteraria promossa dall’Associazione culturale Festina Lente, ideata da Claudia Scavone e organizzata in collaborazione con il Comune di Monreale. Un appuntamento che, dopo il successo della prima edizione, dimostra come un piccolo angolo del centro storico possa trasformarsi in uno spazio di confronto, memoria e partecipazione. Ad aprire la rassegna è stato lo scrittore Francesco Teriaca, autore del romanzo Je suis Ducrot, dedicato alla figura di Vittorio Ducrot, imprenditore visionario che contribuì a fare della Palermo tra Otto e Novecento uno dei principali laboratori italiani del Liberty, grazie al dialogo tra industria, artigianato, arte e innovazione.
L’incontro ha riportato al centro dell’attenzione non soltanto la figura dell’imprenditore palermitano, ma anche il valore della memoria come strumento per comprendere il presente. Attraverso il racconto delle Officine Ducrot, del rapporto con Ernesto Basile e della stagione della Belle Époque palermitana, il pubblico ha ripercorso una pagina importante della storia culturale e industriale siciliana.
Ma il vero protagonista della serata è stato anche il luogo che ha ospitato l’iniziativa. Il Chiasso Beato Pino Puglisi, oggi restituito alla fruizione pubblica come isola pedonale, rappresenta infatti il risultato di un lungo lavoro di recupero e valorizzazione portato avanti negli anni dall’Associazione Festina Lente. Un piccolo spazio urbano che da luogo dimenticato è diventato un presidio permanente di cultura e cittadinanza attiva. A sottolinearne il valore è stata l’assessore comunale all’Istruzione Patrizia Roccamatisi, che ha espresso l’auspicio di vedere “Chiasso d’Arte” diventare un appuntamento stabile del calendario culturale monrealese. “Questa rassegna – ha evidenziato – restituisce voce a uno degli angoli più antichi della città e dimostra quanto sia importante il contributo di chi ama realmente Monreale e si impegna ogni giorno per valorizzarne il patrimonio culturale”.
Ad aprire ufficialmente la manifestazione è stato il presidente dell’associazione Rosario Lo Cicero Madè, mentre Claudia Scavone ha guidato il dialogo con l’autore, sviluppando una riflessione che è andata ben oltre il libro. Dal significato degli oggetti come custodi della memoria alle pagine dedicate alla distruzione di Villa Deliella, fino al tema della tutela del patrimonio culturale, il confronto ha coinvolto filosofia, letteratura e storia contemporanea, offrendo al pubblico numerosi spunti di riflessione. Particolarmente apprezzata la domanda rivolta all’autore sul significato concreto della cura della bellezza. Per Teriaca la risposta passa attraverso la conservazione degli archivi, la ricerca e lo studio: solo custodendo la memoria è possibile evitare che opere, luoghi e persone vengano cancellati dal tempo.
Nel corso del dibattito non sono mancati riferimenti anche alle nuove tecnologie. Claudia Scavone ha concluso il confronto chiedendo provocatoriamente all’autore quale domanda rivolgerebbe oggi a Vittorio Ducrot se fosse possibile dialogare con lui attraverso l’intelligenza artificiale. La risposta di Teriaca, ironica ma ricca di significato, ha strappato un sorriso al pubblico: “Perché non hai pensato di delocalizzare l’azienda, visti tutti i problemi”?. Una battuta che ha riportato il confronto sul forte legame che Ducrot seppe mantenere con Palermo e con i suoi lavoratori.
A chiudere l’incontro è stato l’intervento dell’artista Pippo Madè, che ha omaggiato Francesco Teriaca con un’opera dedicata alla storica Targa Florio disputata nel Parco della Favorita, ideale ponte tra la Palermo raccontata nel romanzo e quella della grande stagione culturale del Novecento. Il successo del primo appuntamento conferma la bontà del progetto culturale promosso da Festina Lente: non soltanto una rassegna letteraria, ma un percorso di rigenerazione urbana che restituisce senso e funzione a uno spazio storico della città.
La seconda edizione di Chiasso d’Arte proseguirà il 24 luglio con Francesco Cusa, protagonista dell’incontro dedicato a Rime Sboccate e della performance “Drums & Books”, mentre il 31 luglio sarà la volta di Francesca Bommarito, che presenterà il romanzo Albicocche e sangue.




