Momenti di tensione nelle acque del Golfo di Capo Zafferano a Palermo, dove un intervento della Guardia di Finanza si è concluso con l’arresto di due uomini accusati di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. L’operazione è scattata dopo una segnalazione che indicava la presenza di un acquascooter lanciato ad alta velocità lungo la costa, con due persone a bordo prive di casco e impegnate in manovre ritenute pericolose.
Una motovedetta della Stazione Navale della Guardia di Finanza ha raggiunto l’area per effettuare il controllo. Secondo quanto ricostruito dai militari, il conducente dell’acquascooter non avrebbe rispettato l’alt dirigendosi verso un’imbarcazione presente nelle vicinanze. A quel punto i controlli sono stati estesi anche al natante. Durante le verifiche la situazione sarebbe rapidamente degenerata. Gli occupanti dell’imbarcazione e il conducente dell’acquascooter avrebbero mostrato un atteggiamento ostile nei confronti dei finanzieri, opponendosi alle operazioni di controllo e rivolgendo minacce all’equipaggio. In più occasioni avrebbero anche tentato di salire a bordo dell’unità navale della Guardia di Finanza.
Nel frattempo il conducente dell’acquascooter avrebbe continuato a effettuare manovre evasive e pericolose, mettendo a rischio non solo i militari impegnati nell’intervento ma anche gli altri diportisti presenti nella zona. La situazione è stata riportata sotto controllo grazie all’intervento degli stessi finanzieri e al supporto di una seconda unità navale giunta in ausilio. Nel corso delle operazioni è stata inoltre prestata assistenza a una donna incinta presente sul posto.
Al termine degli accertamenti, due uomini sono stati arrestati in flagranza di reato per violenza o minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, aggravate dall’essere state commesse in luogo pubblico e da più persone riunite. I controlli alcolemici hanno inoltre evidenziato valori superiori ai limiti consentiti dalla legge per entrambi. Uno dei due è stato anche segnalato all’Autorità giudiziaria per ubriachezza manifesta in luogo pubblico. Il giudice, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica di Termini Imerese, ha convalidato gli arresti e disposto nei confronti degli indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.




