Una storia di dolore, ma soprattutto di rinascita, amicizia e libertà. È il messaggio che ha lasciato al pubblico “In punta di dita“, lo spettacolo portato in scena dalla Compagnia Teatrale Il Tritone e tratto da un testo scritto da Mariella Sapienza, capace di affrontare con sensibilità e profondità il delicato tema della violenza sulle donne. Al centro della rappresentazione vi è la vicenda di Maria Antonietta, una donna intrappolata in una relazione segnata dal controllo e dalla sopraffazione. Il marito Maurizio le impedisce persino di coltivare la sua più grande passione, il pianoforte, trasformando quel divieto in un simbolo della negazione della sua identità e della sua libertà personale.
Lo spettacolo racconta con intensità una forma di violenza spesso invisibile agli occhi degli altri: quella psicologica, fatta di imposizioni, isolamento e perdita graduale dell’autostima. Ma anche quella fisica. Pesante. Un percorso doloroso che trova però una via d’uscita grazie all’incontro con l’amicizia autentica rappresentata da Tiziana e Giulia, due donne che scelgono di non voltarsi dall’altra parte e di sostenere Maria Antonietta nel difficile cammino verso la consapevolezza e l’emancipazione. La forza della narrazione risiede proprio in questo messaggio: nessuna donna dovrebbe sentirsi sola. L’ascolto, la vicinanza e il sostegno delle persone care possono diventare strumenti fondamentali per rompere il silenzio e ritrovare la propria voce.
“Scrivere di violenza non è facile – ha spiegato Maria Sapienza – perché la retorica e gli stereotipi sono sempre dietro l’angolo. Quando ho scritto “In punta di dita” l’ho fatto di getto, immedesimandomi profondamente nel dolore di una donna soggiogata alla volontà di un uomo. Le parole sono semi e portare un tema così devastante davanti a una platea carica tutti noi di una grande responsabilità”. L’autrice ha poi sottolineato il valore dell’amicizia come strumento di salvezza e riscatto: “La protagonista comprende di poter finalmente camminare verso l’autoconsapevolezza proprio perché scopre di non essere sola. L’amicizia vera non lascia mai indietro nessuno. Dobbiamo fornire le ali affinché ciascuno possa imparare a volare nel cielo che gli è stato donato”.
Particolarmente apprezzata l’interpretazione degli attori della Compagnia Teatrale Il Tritone, che hanno dato voce e corpo ai personaggi con grande intensità emotiva. Sul palco Giusy Salamone, Fabiola Termini, Valentina Lucchesi, Daniele Di Gristina, Rosy Mineo, Valeria Terzo e Nicola Toscano, insieme ai piccoli Desi, Tea e Riccardo, coinvolti nella rappresentazione. Al termine dello spettacolo, Maria Sapienza ha voluto ringraziare la compagnia teatrale, il regista Mimmo La Malfa, il pubblico presente in sala, il vicesindaco Riccardo Oddo, l’assessore Fabrizio Lo Verso e Toti Mancuso e Maila, definiti dall’autrice “pilastri insostituibili di questo percorso”.









