Che meraviglia i droni nel cielo di Monreale. E quella dedica ad Andrea, Massimo e Salvo…

Redazione

Cronaca - Il drone show incanta

Che meraviglia i droni nel cielo di Monreale. E quella dedica ad Andrea, Massimo e Salvo…
Nel finale, tra giochi di luce e colori, il cielo si è acceso in una coreografia che ha lasciato spazio alla riflessione: nulla è perduto

02 Maggio 2026 - 13:46

Monreale ieri sera ha alzato lo sguardo verso il cielo e ha visto sé stessa. Non un semplice spettacolo, ma un racconto. Un racconto fatto di luce, memoria e identità che ha attraversato secoli di storia, trasformando la tradizione della Festa del Santissimo Crocifisso in un’esperienza contemporanea, capace di parlare a tutte le generazioni. Il drone show, andato in scena nella notte monrealese, ha accompagnato il pubblico in un viaggio emozionale che ha intrecciato fede, sofferenza, speranza e appartenenza, ricalcando simboli profondamente radicati nella cultura cittadina.

Ad aprire lo spettacolo è stata una riflessione sulla fede, raccontata come luce e mistero, capace da sempre di unire cielo e terra. Poi, come in un grande affresco sospeso nell’aria, i droni hanno disegnato la storia: dalla grandezza della Cattedrale voluta da Guglielmo II fino alla dimensione più intima della Collegiata, luogo di raccoglimento e spiritualità quotidiana . Suggestiva la sequenza della rosa che sboccia, simbolo della devozione che si rinnova ogni anno, seguita da immagini forti come il Crocifisso e la corona di spine, segni di un dolore che attraversa il tempo ma che continua a interrogare e guidare. Non sono mancati i riferimenti al presente, con una riflessione sul mondo contemporaneo, tra sofferenze e conflitti, e il bisogno urgente di non restare indifferenti. L’ARTICOLO CONTINUA DOPO IL VIDEO

Tra i momenti più toccanti, la comparsa della colomba della pace e la parola “PACE” che ha illuminato il cielo, accompagnata da un messaggio universale di speranza. Un passaggio che ha saputo unire spiritualità e attualità, coinvolgendo profondamente il pubblico. Il cuore dello spettacolo è stato dedicato alla devozione monrealese: il richiamo alla peste del 1626 e alla nascita del culto del Santissimo Crocifisso, fino alla tradizionale invocazione “Grazia Patruzzu Amurusu”, che da quattro secoli accompagna la comunità . Un momento particolarmente significativo è stato quello dell’anniversario, con il richiamo ai quattrocento anni di fede e continuità, seguiti dalla celebrazione della festa come espressione viva di un popolo che non dimentica.

Nel finale, tra giochi di luce e colori, il cielo si è acceso in una coreografia che ha lasciato spazio alla riflessione: nulla è perduto, tutto resta nella memoria e nella comunità. A chiudere, lo stemma di Monreale e un cuore pulsante, simbolo di una città che continua a custodire la propria identità e a guardare avanti. E poi la dedica: ad Andrea, Massimo e Salvo,. I tre giovani che non potranno mai più essere dimenticati. Un evento che ha saputo fondere tecnologia e tradizione, innovazione e spiritualità, dimostrando come anche i linguaggi più moderni possano raccontare una storia antica. Perché, come ha suggerito lo spettacolo stesso, quella di ieri sera non è stata soltanto una rappresentazione. È stata Monreale che si racconta.

Di seguito il testo scritto e letto dalla scrittrice monrealese Mariella Sapienza.

DECOLLO DRONI – INTRODUZIONE

Da secoli, sotto questo cielo, Monreale custodisce una luce che non si spegne. Una luce fatta di fede, di storia, di volti e di passi che si ripetono nel tempo. Quattrocento anni di devozione. Quattrocento anni in cui un popolo intero si è ritrovato, unito, attorno a un simbolo che è diventato identità, protezione, speranza. Questa non è solo una festa. È memoria viva. È appartenenza. È il battito profondo di una comunità che continua a guardare avanti senza dimenticare le proprie radici. Oggi, quella stessa luce si alza nel cielo. Diventa forma, diventa movimento, diventa racconto. Un racconto fatto di emozioni, di simboli, di immagini che parlano a tutti, perché nascono da qualcosa di universale: il bisogno di credere, di ritrovarsi, di essere insieme. Lasciatevi guidare. Lasciatevi sorprendere. Perché questa sera… non è solo uno spettacolo. È Monreale che si racconta

CAOS INIZIALE

Vi siete mai chiesti dove nasce la fede? Da una luce… o da un mistero invisibile? Da secoli, qui a Monreale,
qualcosa unisce cielo e terra. Un’energia silenziosa… che attraversa il tempo, che vive nei gesti e nelle tradizioni. Una presenza invisibile… che da sempre ci guida.

ARCHITETTURA STORICA

Nel cuore di questo monte, un uomo sognò qualcosa che sfidasse il tempo. Guglielmo II diede forma alla luce, creando una cattedrale dove pietra, oro e silenzio si uniscono in un disegno eterno, che ancora oggi racconta la grandezza di Monreale.

COLLEGIATA

Ma oltre l’oro e la grandezza, esiste un luogo più silenzioso. La Collegiata custodisce una fede più intima, più umana. Qui il sacro si fa vicino, si fa quotidiano. È tra queste mura che Monreale ritrova il suo respiro più profondo.

ROSA CHE SBOCCIA

È nel cuore della nostra festa che sbocciano le rose. Profumano di attesa, di mani giunte, di silenzi che diventano preghiera. Un gesto semplice che attraversa il tempo, che si rinnova anno dopo anno. E unisce, in silenzio, l’uomo al divino, in un legame infinito.

CROCIFISSO

Avete mai riconosciuto lo sguardo di chi soffre? È uno sguardo che non teme il giudizio. Un corpo ferito. Due occhi trafitti. Sulla croce quel dolore si fa presenza. Il Cristo degli ultimi. Un segno che attraversa il tempo e continua a guidare chi cerca speranza.

CORONA DI SPINE

Ma la memoria è fatta anche di mirra e di spine. Di dolore che non passa, di ferite che restano. Un segno duro che non consola ma interroga. Perché quella sofferenza non è solo storia. È una verità che riguarda tutti noi.

ALI DI LUCE

Ma dal dolore nasce una forza silenziosa. Come un respiro che si solleva, che si apre al cielo. Ciò che era ferita diventa forza. E nell’invisibile l’anima si alleggerisce e si apre silenziosamente all’eterno.

IL NOSTRO PIANETA

E oggi che mondo abbiamo costruito? Un mondo che continua a generare nuovi crocifissi. Tra vite spezzate, libertà negate e popoli feriti. Un mondo che chiede soltanto di non restare indifferenti.

COLOMBA DELLA PACE

In questo mondo ferito c’è ancora spazio per la speranza? Una voce si leva e si unisce ad altre voci. Diventa coro, diventa presenza. Un segno che attraversa il cielo e invita a restare insieme, a non cedere alle tenebre, a continuare a credere.

PACE

Come un miraggio all’orizzonte del tempo e un desiderio invocato dalla storia dei popoli, la cerchiamo tra le ferite del mondo, la sfioriamo senza trattenerla, come acqua tra le mani. Eppure vive, ostinata e fragile, nel cuore di ogni uomo: attesa, respiro, possibilità.

GRAZIA PATRIZZU AMORUSU

Anche quando la peste colpì Monreale, un popolo intero cercò una risposta. Non nella ricchezza ma in un Cristo vicino, capace di condividere il dolore. Da allora, da quattrocento anni, è una parola che nasce dal bisogno e diventa affidamento.

GRAZIA PATRIZZU AMORUSU

E quella richiesta ha attraversato le strade, ha camminato tra la gente, tra chi porta il peso e chi affida la propria vita. È diventata voce, una voce che si rinnova ogni anno insieme a un popolo intero. Concedi a noi la grazia, Padre amorevole.

CROCIFISSO

Quanta sofferenza può sopportare un uomo? Nel silenzio più profondo egli rimase, senza sottrarsi, senza voltarsi altrove. Accolse il dolore, lo custodì. E in quel gesto ciò che era ferita divenne senso e ciò che era sacrificio si fece amore.

ANNIVERSARIO

E da quattrocento anni questa promessa non si è mai interrotta. Dal 1626, ogni anno, lo stesso cammino attraversa le strade di Monreale. Un rito che si rinnova, una devozione che non conosce stanchezza. È il battito di un popolo intero.

FESTA DEL CROCIFISSO

Oggi festeggiamo ciò che il tempo non ha spezzato, ciò che il dolore non ha spento. Una fede viva, una memoria che resta. La festa del Santissimo Crocifisso è la nostra festa.

VOLTO DI CRISTO

E in tutto questo rimane una presenza che ha attraversato il dolore senza sottrarsi. Ha accolto il peso del mondo senza respingerlo. E ancora oggi continua a guidare l’uomo come un faro nella notte, che richiama alla verità dell’amore.

FUOCHI D’ARTIFICIO

E allora la luce si alza nel cielo, oltre il dolore. Si apre, respira, si fa colore, come una vita che non si arrende. E tutti noi restiamo qui, tra ciò che brilla e ciò che ci attraversa. Perché in quella luce nulla è mai perduto.

STEMMA COMUNE MONREALE

Tutto questo vive qui, tra queste strade, tra le nostre vite. Una città che non dimentica, che custodisce, che accoglie. E che, ancora oggi, sceglie la luce. Monreale.

CUORE CHE PULSA

Forse questo cammino non era che un richiamo, un sussurro antico per ricordarci che l’amore profondo non si dissolve nel nulla. C’è chi ha raccolto le lacrime dell’umanità, trasformandole in memoria viva. E da quell’istante non fu più solo dolore, ma traccia, eco, eredità. E oggi tutto questo è dedicato a voi e a tutte le vittime sacrificate.

ATTERRAGGIO DRONI

E così tra cielo e terra, tra luce e memoria, questo racconto si compie. Non come una fine, ma come un segno che resta, custodito nella storia e nel cuore di un popolo. Perché ciò che abbiamo visto vive nelle sue strade, nelle sue voci, nella sua fede. Resta in chi continua a credere, in chi porta il peso, in chi non smette di sperare. E mentre la luce si raccoglie e torna al silenzio resta per sempre ciò che ci unisce. Grazie, Monreale.

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