Dal cacao coltivato in Ghana al cioccolato di Modica prodotto dalla Casa Don Puglisi: ad AfroSiciliana prende forma un modello concreto di cooperazione internazionale fondato su filiere etiche, sviluppo sostenibile e inclusione sociale. La seconda edizione della manifestazione, promossa dal Coordinamento dei Consolati Africani in Sicilia in collaborazione con il Comune di Monreale, si è conclusa trasformando la città normanna in un luogo di dialogo tra culture, economie e comunità del Mediterraneo. Cuore dell’ultima giornata è stato il talk dedicato alla filiera del cacao tra Ghana e Sicilia, occasione di confronto tra produttori, ricercatori e realtà imprenditoriali impegnate nella costruzione di un’economia più equa e sostenibile. Protagonista del progetto è il cacao prodotto da Three Mountains in Ghana e utilizzato per la realizzazione del cioccolato di Modica della Casa Don Puglisi, simbolo di economia etica e inclusione sociale.
Al dibattito hanno preso parte Nana Osei Owusu Agyara II, proprietario delle terre coltivate a cacao ad Akwadum, Andrea Bianchi, responsabile commerciale di Casa Don Puglisi Modica, e Chris Osei Asante, direttore del Cocoa Research Institute of Ghana (Crig), impegnato in un progetto scientifico dedicato alla qualità del cacao e alla trasformazione locale del prodotto. L’obiettivo non è soltanto la commercializzazione della materia prima, ma la costruzione di una filiera sostenibile capace di generare occupazione, sviluppo territoriale e crescita economica condivisa.
“Partecipiamo a questa manifestazione – ha dichiarato Nana Osei Owusu Agyara II – per presentare un progetto di sviluppo che punta a trasformare il cacao direttamente nel nostro Paese, creando lavoro e crescita per la comunità locale. Cerchiamo partner che condividano questa visione”. “Il Ghana condivide i nostri stessi principi: etica del lavoro e rispetto dei diritti delle donne – ha sottolineato Andrea Bianchi – Tutti i nostri prodotti utilizzano cacao proveniente da questo territorio e vogliamo rafforzare ulteriormente questo legame”. Importante anche il contributo del mondo della ricerca. “Siamo venuti in Sicilia per comprendere il modello di sviluppo che ha reso il settore vitivinicolo un’eccellenza internazionale – ha spiegato Chris Osei Asante – con l’obiettivo di applicare un percorso simile alla filiera del cacao in Ghana”.
Durante l’incontro si è parlato anche di valorizzazione territoriale e internazionalizzazione grazie alla presenza di Giuseppe Fiore, promotore del festival Ciokowine di Alcamo, che unisce vino e cioccolato come strumenti di promozione culturale ed economica. Accanto ai momenti di confronto economico e scientifico, AfroSiciliana ha trasformato Monreale in uno spazio di incontro tra popoli e tradizioni. Piazza Guglielmo II ha ospitato stand artigianali provenienti da Costa d’Avorio, Zambia, Burkina Faso, Tunisia, Ghana e Marocco, oltre alla premiazione della squadra vincitrice della Coppa AfroSiciliana alla presenza dell’assessore alla Pubblica Istruzione Patrizia Roccamatisi. L’iniziativa, organizzata dal Coordinamento dei Consolati Africani in Sicilia insieme alla Nazionale del Mediterraneo Ssd con il patrocinio del Comune di Palermo, si è conclusa con un momento di preghiera ecumenica e interreligiosa per la pace.
“AfroSiciliana vuole essere uno spazio aperto di relazione e cooperazione tra Sicilia e Africa – ha dichiarato Francesco Campagna, console e portavoce del Coordinamento dei Consolati Africani in Sicilia – Crediamo che anche piccole esperienze imprenditoriali possano produrre un impatto concreto nelle comunità quando si costruiscono relazioni fondate sulla collaborazione e non sullo sfruttamento”. “Il ponte creato tra Monreale e l’Africa – ha concluso il sindaco Alberto Arcidiacono – restituisce il ruolo di una città che vuole affacciarsi sempre di più al Mediterraneo come luogo di incontro, dialogo e sviluppo condiviso”.





