Una giornata dal forte valore civile e simbolico quella vissuta a San Giuseppe Jato, dove il Comune ha conferito ufficialmente la cittadinanza onoraria al prefetto Renato Cortese. La cerimonia si è svolta nei locali del Centro diurno “Giorgio La Pira” in occasione del trentesimo anniversario della cattura del boss mafioso Giovanni Brusca, avvenuta il 20 maggio 1996. Un riconoscimento che ha assunto un significato profondo per il territorio jatino, segnato negli anni dalla presenza mafiosa e oggi protagonista di un percorso di memoria e riscatto civile. La figura di Renato Cortese resta indissolubilmente legata alla storica sezione “Catturandi” della Squadra Mobile di Palermo, il gruppo investigativo che negli anni è riuscito ad assicurare alla giustizia alcuni dei più pericolosi boss mafiosi siciliani, tra cui Leoluca Bagarella, Giovanni ed Enzo Brusca, Pietro Aglieri, Vito Vitale e Bernardo Provenzano, arrestato proprio grazie a un’operazione coordinata personalmente da Cortese a Montagna dei Cavalli.
“Questo riconoscimento sancisce un legame indissolubile tra la nostra terra e chi ha dedicato l’intera esistenza a difenderne la dignità e la libertà – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Siviglia –. Renato Cortese è un uomo delle Istituzioni che ha segnato profondamente la storia del nostro territorio. Concedergli la cittadinanza onoraria, a trent’anni esatti dall’arresto che ha liberato la nostra comunità dal giogo dei Brusca, non è un semplice atto formale. È il simbolo del riscatto di San Giuseppe Jato”. Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e militari, tra cui i questori di Palermo Vito Calvino, di Trapani Egidio Di Giannantonio e di Enna Cono Incognito. Presenti anche i sindaci di Piana degli Albanesi, Partinico, Corleone e San Cipirello, oltre al commissario straordinario di Altofonte. Tra le autorità civili anche Nicolò Mannino, presidente del Parlamento della Legalità.
Uno dei momenti più emozionanti della giornata è stato il lungo applauso rivolto ai componenti della “Catturandi” presenti in sala, simbolo di una gratitudine che il territorio continua a custodire. “Questa cittadinanza la prendo fisicamente io ma è idealmente conferita a tutti loro, perché la cattura di Brusca è frutto di un lavoro di squadra di tanti colleghi”, ha dichiarato Renato Cortese.




