Pistola puntata alla gola per rubare cellulare e soldi: arrestati due pregiudicati

Redazione

Palermo - Determinanti le immagini dei sistemi di videosorveglianza

Pistola puntata alla gola per rubare cellulare e soldi: arrestati due pregiudicati
L’operazione rappresenta il risultato di un’articolata indagine coordinata dalla Procura di Palermo

21 Maggio 2026 - 10:27

I carabinieri della stazione di Piazza Marina hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Palermo nei confronti di due pregiudicati palermitani di 41 e 43 anni, accusati a vario titolo di rapina, furto e ricettazione. L’operazione rappresenta il risultato di un’articolata indagine coordinata dalla Procura di Palermo, che ha permesso di ricostruire due violente rapine avvenute nel marzo del 2025.

La prima vittima sarebbe stata un giovane di 23 anni, bloccato tra le vie della movida palermitana e costretto sotto minaccia a consegnare il proprio cellulare. Il secondo episodio, invece, avrebbe avuto come bersaglio un dipendente straniero di un minimarket del centro, minacciato con una pistola e costretto a consegnare denaro e merce presente nel negozio.

Secondo gli investigatori, il ruolo principale sarebbe stato ricoperto dal 41enne, ritenuto dagli inquirenti particolarmente violento e spregiudicato. All’uomo viene contestata anche una rapina notturna ai danni di un passante, minacciato con una pistola puntata alla gola e quasi colpito al volto con il calcio dell’arma prima di essere derubato del cellulare e di 10 euro. Lo stesso indagato sarebbe inoltre responsabile di due “spaccate” consecutive ai danni dello stesso esercizio commerciale, arrivando persino a sradicare a calci gli infissi pur di impossessarsi della cassa automatica. Diverso invece il ruolo attribuito al complice 43enne che, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe partecipato all’assalto armato al minimarket svolgendo il ruolo di vedetta e supportando la fuga a bordo di uno scooter rubato.

Gli investigatori contestano ai due anche la ricettazione del mezzo utilizzato per i colpi, che sarebbe stato successivamente rivenduto per ottenere ulteriore denaro. Determinante per le indagini è stata l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che ha consentito ai militari di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due indagati. Al termine delle formalità di rito, il 43enne è stato posto agli arresti domiciliari, mentre il 41enne è stato trasferito nel carcere Pagliarelli di Palermo.

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