Strage di Monreale, il racconto del testimone: “Calvaruso mi diceva di lasciarlo stare, che non c’entrava”

Redazione

Cronaca - Continua il processo

Strage di Monreale, il racconto del testimone: “Calvaruso mi diceva di lasciarlo stare, che non c’entrava”
Uno dei giovani in aula ha ricostruito davanti ai giudici i momenti di tensione che seguirono la sparatoria

04 Novembre 2026 - 10:44

“Non l’ho visto sparare, ma peccato che non l’ho ammazzato con le mie mani quella sera”. Sono le parole pronunciate in aula da N.C., uno dei testimoni ascoltati nel processo per la strage di Monreale, nella quale, nella notte tra il 26 e il 27 aprile dello scorso anno, persero la vita Andrea Miceli, Massimo Pirozzo e Salvo Turdo. Come racconta il Giornale di Sicilia, il testimone ha ricostruito davanti ai giudici i momenti di tensione che seguirono la sparatoria, raccontando di avere aggredito Salvatore Calvaruso, uno degli imputati, perché convinto che fosse coinvolto nell’uccisione dei ragazzi.

L’aggressione a Calvaruso dopo la sparatoria

Il giovane ha raccontato di avere visto Calvaruso mentre cercava di fermarsi e di averlo preso a pugni. L’imputato, secondo la sua testimonianza, avrebbe continuato a ripetere di non avere alcuna responsabilità nella sparatoria. “Mi diceva: lasciami stare, non c’entro”, ha riferito il testimone, descrivendo la rabbia e la tensione di quei momenti. Una ricostruzione emersa durante l’udienza del processo che vede imputati, oltre a Calvaruso, anche Mattias Conti e Samuel Acquisto, difesi dagli avvocati Corrado Sinatra, Francesco Oddo e Riccardo Bellotta e accusati di aver ucciso i tre giovani monrealesi.

La lite e le prime coltellate

Secondo la Procura, i primi due imputati avrebbero fatto fuoco, mentre Acquisto avrebbe incitato Calvaruso a sparare sulla folla. Nel corso dell’udienza è stata ascoltata anche la testimonianza di S.M., presente quella notte a Monreale. Il giovane ha raccontato di avere assistito all’inizio della discussione, al lancio di sedie e ai pugni tra i contendenti. M. ha riferito di avere visto anche un ragazzo con una moto e uno zaino, descritto con barba e denti molto rovinati. Successivamente avrebbe assistito al lancio delle sedie e alla colluttazione, prima di allontanarsi verso un’automobile. Proprio mentre si allontanava avrebbe sentito due sequenze di colpi, separate da circa un minuto, senza riuscire a vedere chi avesse sparato.

Il racconto dell’altro testimone: «Ho sentito i colpi e sono scappato»

In aula ha deposto anche G.G., che ha dichiarato di avere riconosciuto Calvaruso tra i partecipanti alla lite. Il testimone ha raccontato di essere stato seduto al bar 365 insieme a due amici quando aveva visto arrivare due motociclette. Da lì sarebbero cominciati i colpi di casco, il lancio delle sedie e una violenta colluttazione. G. ha inoltre descritto un uomo alto almeno un metro e novanta, robusto, con una lunga barba scura, salito su una moto di grossa cilindrata insieme a un ragazzo più magro. Anche lui, secondo quanto riferito in aula, avrebbe sentito gli spari senza riuscire a individuare chi avesse premuto il grilletto.

Altre notizie su monrealepress

Autorizzazione del Tribunale di Palermo N. 621/2013

Direttore Responsabile Giorgio Vaiana
redazione@monrealepress.it
Questo sito contribuisce all'audience delle testate giornalistiche edite da Migi Press snc