Mafia, Palermo rende omaggio a Ninni Cassarà, Roberto Antiochia e Gaetano Costa

Redazione

Palermo - L'anniversario

Mafia, Palermo rende omaggio a Ninni Cassarà, Roberto Antiochia e Gaetano Costa
Uccisi da Cosa Nostra a distanza di 5 anni

06 Agosto 2026 - 11:57

In occasione dell’anniversario della loro morte, ricordati il vice questore aggiunto Antonino Cassarà e l’agente Roberto Antiochia, assassinati dalla mafia il 6 agosto del 1985 e il magistrato Gaetano Costa, ucciso il 6 agosto del 1980.

Il Questore della provincia di Palermo, Vito Calvino, alla presenza dei familiari e delle autorità civili e militari, ha reso omaggio alla loro memoria, deponendo una corona di alloro presso la stele, a loro dedicata, in piazza Giovanni Paolo II, a poca distanza da viale Croce Rossa, luogo dell’attentato. Successivamente è stata celebrata una Santa Messa in suffragio delle vittime, presso la Cappella della Caserma “Pietro Lungaro”, officiata dal Cappellano della Polizia di Stato, Don Massimiliano Purpura.

La figura  di Ninni Cassarà, un uomo che non finiva mai di essere poliziotto, ha impresso un ricordo indelebile in tutti coloro che lo hanno conosciuto, per la sua instancabile dedizione professionale unita all’umanità del padre, del marito, dell’amico e del collega ideale,  ricordo che – distanza di tanti anni dalla sua tragica morte – si è tramandato anche alle nuove generazioni. Roberto Antiochia fin dalla giovane età aveva deciso di dedicare la sua  vita alla lotta alla mafia e si dedicava a questo compito con passione dedizione al servizio.   

La storia di Cassarà ed Antiochia è paradigmatica e rappresenta il netto contrasto tra mafia e Stato, evidente  persino in riferimento al tragico epilogo dell’assassinio, avvenuto in viale Croce Rossa il 6 agosto del 1985: fu un commando di numerosi killer, appostati e nascosti vigliaccamente tra i muri di un edificio prospiciente ad uccidere, con una tempesta di proiettili, chi, a volto scoperto e senza particolari precauzioni, “pattugliava” in vespa i quartieri della mafia e guardava in faccia i “padrini” di Cosa Nostra. Per il loro estremo sacrificio, entrambi sono stati insigniti della medaglia d’oro al valor civile.

Le dichiarazioni

“Nel giorno dell’anniversario del loro assassinio, vogliamo rendere omaggio al magistrato Gaetano Costa, al vice questore Ninni Cassarà e all’agente di scorta Roberto Antiochia. È nostro obbligo morale mantenere viva la memoria di questi servitori dello Stato, uccisi barbaramente nelle estati del 1980 e del 1985. Il loro sacrificio continua a rappresentare una delle pagine più alte del coraggio e del senso dello Stato nella lotta alla mafia. Custodiamo l’esempio che ci hanno lasciato rinnovando ogni giorno l’impegno delle istituzioni nel contrasto a ogni forma di criminalità organizzata e promuovendo i valori della legalità tra le nuove generazioni”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

“Oggi Palermo si raccoglie nel ricordo di due uomini che hanno scelto di non arretrare davanti alla mafia: il giudice Gaetano Costa e il vice questore Ninni Cassarà. Le loro storie appartengono a stagioni diverse della stessa battaglia, ma sono unite da un identico tratto: il coraggio di restare fedeli al proprio dovere quando farlo significava mettere a rischio la propria vita. Ricordarli non significa soltanto celebrare due eroi. Significa interrogare la nostra coscienza civile. La mafia non ha cercato soltanto di uccidere delle persone: ha tentato di cancellare l’idea stessa che lo Stato potesse essere libero, credibile e più forte della paura. Non ci è riuscita, perché il loro esempio ha continuato a generare responsabilità, impegno e speranza”, ha detto il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.

“Il mio pensiero – ha aggiunto il primo cittadino – va anche a chi è stato assassinato insieme a Ninni Cassarà, l’agente Roberto Antiochia, che gli era accanto fino all’ultimo istante, e a tutte le donne e gli uomini che hanno condiviso il peso della lotta contro Cosa nostra, spesso nel silenzio e lontano dai riflettori. Ogni nome spezzato dalla violenza mafiosa è una parte della storia della nostra città e della nostra democrazia. A noi spetta il compito più difficile: fare in modo che la memoria non diventi un rito. La memoria è autentica solo se sa trasformarsi in scelte quotidiane, in educazione alla legalità, in istituzioni credibili, in una comunità che non accetta compromessi con l’illegalità e non lascia mai soli coloro che difendono il bene comune. Palermo onora oggi Gaetano Costa e Ninni Cassarà con gratitudine e rispetto. Ma il modo più vero per essere all’altezza del loro sacrificio è continuare a costruire una città in cui la libertà non sia un privilegio conquistato da pochi, bensì un diritto garantito a tutti. È questo il significato più profondo della loro eredità, ed è l’impegno che, come sindaco, rinnovo davanti alla città”, ha concluso Lagalla.

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