Sfruttata e abusata mentre cercava lavoro: domiciliari con braccialetto elettronico per due uomini

Redazione

Cronaca - Corleone

Sfruttata e abusata mentre cercava lavoro: domiciliari con braccialetto elettronico per due uomini
Secondo l’ipotesi accusatoria, i fatti risalgono all’ottobre 2025

20 Giugno 2026 - 19:58

Arresti domiciliari con braccialetto elettronico per due uomini di 45 e 71 anni, residenti a Corleone, gravemente indiziati di violenza sessuale ai danni di una cittadina tunisina. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal Gip di Termini Imerese, Gregorio Balsamo, su richiesta della Procura della Repubblica, ed eseguita nelle prime ore di oggi dai Carabinieri della Compagnia di Corleone. Secondo l’ipotesi accusatoria, i fatti risalgono all’ottobre 2025. La donna, giunta da poco in Italia con il marito dopo lo sbarco a Pantelleria, si trovava in condizioni di forte precarietà economica e abitativa. Il 45enne l’avrebbe ospitata con il marito in un’abitazione vicino Corleone e proposta per lavori saltuari come collaboratrice domestica e badante. Lo stesso uomo avrebbe poi rivolto alla donna ripetute attenzioni sessuali, respinte dalla vittima. Sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna sarebbe stata inviata anche presso l’abitazione del 71enne per svolgere lavori domestici. In quel contesto avrebbe subito ulteriori molestie, fino a un’aggressione con un coltello in seguito alla sua opposizione.

Le indagini sono partite il 18 ottobre 2025, quando una pattuglia della Radiomobile di Corleone ha intercettato la donna in evidente stato di agitazione, con segni di sangue su mani e vestiti. Nonostante la barriera linguistica, la vittima ha indicato il responsabile e mostrato ai militari un video registrato durante l’aggressione. Le sue dichiarazioni hanno trovato riscontro in referti medici, testimonianze di connazionali, intercettazioni e messaggi audio raccolti nel corso della vicenda. Per il Gip emerge “un quadro tanto allarmante quanto desolante, fatto di abusi perpetrati ai danni di una donna appena giunta in Italia con il marito in cerca di lavoro e del tutto priva di mezzi per vivere”.

Le condotte contestate avrebbero creato un “particolare allarme sociale” per la vulnerabilità della persona offesa. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. In ossequio al principio di non colpevolezza, gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Gli ulteriori accertamenti proseguiranno anche nell’interesse degli stessi.

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