Partinico ricorda Casarrubea e Lo Iacono: 79 anni dopo Cgil e Comune in Corso dei Mille per non dimenticare

Redazione

Cronaca - La commemorazione

Partinico ricorda Casarrubea e Lo Iacono: 79 anni dopo Cgil e Comune in Corso dei Mille per non dimenticare
I sindacati: "Il loro sacrificio fonda la Repubblica"

20 Giugno 2026 - 14:16

Lunedì 22 giugno alle 10.30, in Corso dei Mille a Partinico, Cgil e amministrazione comunale si ritroveranno davanti alla porta dove 79 anni fa la banda Giuliano, con la complicità della mafia, assassinò due dirigenti sindacali. Era il 22 giugno 1947 quando la Camera del Lavoro fu assalita a colpi di mitra e bombe a mano. Davanti all’ingresso caddero Giuseppe Casarrubea, 48 anni, falegname comunista, ucciso sul colpo, e Vincenzo Lo Iacono, 42 anni, contadino comunista, morto sei giorni dopo in ospedale con trenta colpi di arma da fuoco. Feriti anche Leonardo Addamo, Salvatore Patti e Giuseppe Salvia. Un agguato avvenuto a un mese e mezzo dalla strage di Portella della Ginestra.

In quelle settimane furono prese di mira anche le Camere del Lavoro di Carini, Cinisi, San Giuseppe Jato, Borgetto, Monreale e Montelepre. L’obiettivo era uno solo: terrorizzare il movimento contadino e fermare l’avanzata della sinistra in Sicilia. La cerimonia si aprirà con i saluti del sindaco Pietro Rao e del presidente del Consiglio comunale Erasmo Briganò. Seguiranno gli interventi di Tanino La Corte, responsabile Camera del Lavoro CGIL Partinico; Dino Paternostro, Dipartimento Memoria e Archivio Storico Cgil Palermo; Valentina Chinnici, deputata Ars; Armando Sorrentino, vicepresidente Anpi Palermo e Salvatore Ceraulo, segretario generale Spi Cgil Palermo.

“Casarrubea e Lo Iacono hanno sacrificato la loro vita per la costruzione della nostra Repubblica, fondata sul lavoro, la libertà, i diritti e il ripudio della guerra – dichiarano Dino Paternostro, Tanino La Corte e Salvatore Ceraulo – costituivano il baluardo del movimento dei lavoratori, impegnato affinché sull’Italia sorgesse il sole di una nuova era, capace di far dimenticare guerre, sangue, fame e miseria. Insieme a tanti attivisti sindacali, hanno consentito alla Sicilia di resistere alla ventata del separatismo, alimentata da mafiosi e padroni”. “Ricordarli oggi – aggiungono – significa rendere omaggio al loro sacrificio, ma anche rinnovare l’impegno per difendere la Repubblica dai rigurgiti neofascisti, per continuare la lotta contro le nuove e vecchie forme in cui si manifesta la mafia, per costruire nella nostra terra le condizioni sociali ed economiche capaci di dare un futuro ai siciliani, in particolare alle nuove generazioni”.

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