PALERMO (ITALPRESS) – “Oggi è un giorno importante perché celebriamo la riconsegna alla società civile di un immobile sottratto alla criminalità organizzata. Colpire i boss nei loro interessi economici è un caposaldo della strategia di contrasto alla mafia. È un insegnamento che viene da uomini come Pio La Torre e Giovanni Falcone ed è un obiettivo che ho perseguito da presidente del mio gruppo al Senato per inasprire la lotta a Cosa nostra, quando furono introdotti la stabilizzazione del 41bis e il sequestro per equivalente per aggredire i patrimoni dei mafiosi. Il passo successivo è la restituzione di questi luoghi alla comunità, un’operazione di alto valore, in quanto risarcimento concreto per il danno che la mafia ha arrecato all’intera società. Questo vale soprattutto per casi come quello di oggi, con la consegna di questa villa a una associazione di volontariato per un utilizzo sociale in favore di ragazzi con fragilità e intitolato a servitori dello Stato che hanno dato la vita combattendo la mafia”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, stamattina a Bagheria, nel corso della inaugurazione della villa “Quarto Savona Quindici”, alla quale ha partecipato anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
L’edificio è stato confiscato alla mafia e ristrutturato anche con il contributo finanziario della Regione Siciliana. La villa è stata affidata all’associazione che porta il nome della scorta del giudice Giovanni Falcone ed è guidata da Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, uno degli agenti vittime, insieme con il magistrato e la moglie Francesca Morvillo, della strage di Capaci del 1992. Ospiterà un centro estivo destinato a ragazzi con fragilità.
Alla cerimonia erano presenti anche il capo della Polizia, Vittorio Pisani, il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, e l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Bagheria, Emanuele Tornatore.
“Ringrazio – ha aggiunto il presidente – tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato, a partire da Tina Montinaro, che con caparbietà porta avanti la sua battaglia di difesa della memoria, di testimonianza attiva dei valori di legalità, di impegno civile e di solidarietà. La mia presenza e quella del ministro Piantedosi oggi simboleggiano e confermano l’impegno costante e sinergico delle istituzioni, della Regione e dello Stato, in una battaglia che ha ottenuto risultati importanti e che non può conoscere soste”.
– Foto ufficio Regione Siciliana –
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