I Ros confiscano beni per 3 milioni di euro ai boss corleonesi

Redazione

Regione - Il provvedimento

I Ros confiscano beni per 3 milioni di euro ai boss corleonesi
Le indagini condotte dal nucleo investigativo di Monreale e dalla Compagnia di Corleone

28 Novembre 2023 - 09:56

I carabinieri del Ros coadiuvati da quelli del Comando provinciale di Palermo, hanno dato esecuzione a due distinti decreti di confisca di beni, emessi dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo su proposta della Procura Distrettuale della Repubblica di Palermo, nell’ambito di procedimenti a carico di Salvatore Lo Bue, del figlio Leoluca e del padre Calogero Lo Bue deceduto, ritenuti a vario titolo, esponenti del mandamento mafioso di Corleone di cui il primo è stato il reggente.

I provvedimenti, divenuti irrevocabili a seguito delle ultime pronunce della Suprema Corte di Cassazione, hanno sancito la definitiva confisca di rapporti bancari, abitazioni, terreni, polizze assicurative, complessi di beni aziendali e di un magazzino, per un valore stimato complessivo superiore ai 3 milioni di euro. Le indagini patrimoniali, eseguite dal Ros attraverso l’incrocio di informazioni provenienti dall’Agenzia delle Entrate, dalle tradizionali banche dati e da quelle utilizzate per lo svolgimento di accertamenti di illeciti nel settore agroalimentare, hanno complessivamente permesso di: documentare il regime di monopolio mafioso nel quale Rosario Lo Bue e il figlio Leoluca, mediante l’impiego di prestanomi ed in violazione di norme e regolamenti, hanno operato, prevalentemente nel settore agroalimentare, biologico e dell’allevamento del bestiame, beneficiando anche dei relativi contributi comunitari.

Gli accertamenti hanno consentito di appurare un’evidente sperequazione tra i redditi dichiarati da Calogero Lo Bue e il valore dei beni a lui intestati o comunque riconducibili, da cui è stato possibile dedurre che lo stesso, negli anni in cui era in vita, si è avvalso di mezzi e disponibilità finanziarie illecite derivanti dalla sua appartenenza a cosa nostra.

“Le indagini – spiegano dal Comando – svolte in supporto alle indagini condotte dal nucleo investigativo del Gruppo carabinieri di Monreale e della Compagnia carabinieri di Corleone sul contesto mafioso corleonese, costituiscono il completamento dell’attività di contrasto, anche con riferimento ai profili patrimoniali, portata avanti dai carabinieri nei confronti del mandamento mafioso di Corleone, uscito depotenziato dagli esiti delle indagini Patria, All Stars e Grande Passo e dai sequestri beni effettuati nel tempo a carico di altri esponenti del medesimo mandamento tra cui finanche quelli riconducibili al defunto capo mafia Totò Riina. La confisca comprende, inoltre, l’abitazione familiare di Corleone di Calogero Lo Bue, indicata negli atti giudiziari relativi alla cattura di Bernardo Provenzano come “fermo posta” per l’inoltro della corrispondenza al tempo destinata a quest’ultimo.

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